OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | The sea is not the limit

The sea is not the limit
testo poetico, soundscape, mix-tape, fotografie b / n 35mm, oggetti, testo appeso, casse stereo mobili, cassa bluetooth, oggetti
400x300x300 cm

Luca Morino e Massimo Ricciardo

nato/a a Darmstadt
residenza di lavoro/studio: Torino, ITALIA


iscritto/a dal 13 mag 2020

https://lucamorino.cargo.site/ , https://drive.google.com/file/d/1ayl1mxgvtslu1k-lubk9_kwjh_1wobqy/view?usp=sharing


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 | The sea is not the limit, hope&solance

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Descrizione Opera / Biografia


“The sea is not the limit” di Massimo Ricciardo e Luca Morino è un progetto aperto, in divenire, composto da una serie di suoni, testi, oggetti e immagini fotografiche realizzati o collezionati dagli autori nell’ambito di una ricerca legata allo spostamento, al viaggio e alle migrazioni.
Questo lavoro nasce all’interno del progetto di ricerca di Ricciardo Objects of Migrations.
Un archivio di oggetti in continuo ampliamento che documenta il fenomeno di massa della migrazione, della fuga e quello dello spostamento di comunità nordafricane, mediterranee e mediorientali verso l’Europa. Questi oggetti sono di natura molto diversa: alcuni di uso quotidiano, come bottiglie per l’acqua o telefoni cellulari, musicassette audio, altri anche molto personali, come diari e album fotografici.
L’installazione “The sea is not the limit” è il risultato di un confronto tra le ricerche dei due autori, focalizzato sull’intersezione degli archivi collezionati nel tempo in seguito a viaggi tra Lampedusa, Pantelleria e Africa.
Questo lavoro è quindi un’opera collegiale, che stimola il pubblico e lo spazio che lo circonda, sollecitando dinamiche di fruizione attiva: un archivio di voci che non consiste nella mera documentazione sonora o testuale, ma crea uno spazio immaginato e vivo che è, in ultima analisi, uno spazio per l’esperienza personale.
Giocando sul concetto di limite-confine, questo lavoro evoca infinite nuove narrazioni, ridefinite ogni volta dagli stessi spettatori per mezzo di nuove relazioni, connessioni o disconnessioni tra interpretazione e suggestione.

Nel testo poetico “Ciò che è al limite” Ricciardo si muove costantemente sul confine tra esperienza e immaginazione: nello sforzo di immedesimazione in una persona lontana da lui – come può essere un migrante in viaggio che approda sulle coste siciliane a bordo di un barcone – ricerca le esperienze personali che gli consentono di creare una narrazione ambigua quanto evocativa. Parole che hanno lo scopo di toccare non solo le corde del sentimento e delle emozioni, ma anche quelle legate allo stupore verso la natura e alla paura più grande dell’uomo: quella della morte.
Il lavoro sonoro, curato da Morino, si compone di diversi elementi estratti dai due archivi: The sea is the limit è una raccolta di paesaggi sonori in diverse località mediterranee (Fès, Meknes, Pantelleria); le tre Miniature (il treno, everything but noise, memo_song) si articolano contrapponendo registrazioni e memo vocali raccolti dal compositore; hope&solance_mixtape è composto di brani ritrovati nelle Sim Card appartenenti a Objects of Migrations.
Questi elementi sonori si compongono e si sovrappongono, si espandono e si annidano in ogni anfratto, stimolando nel fruitore memorie di esperienze passate e generando nuovi e potenzialmente infiniti spazi-tempi. Un percorso sonoro asintotico, qualcosa di non ancora raggiunto e in una perenne condizione di tensione verso un limite invisibile ma concreto.
Simultaneamente, le onde del mare e la risacca, i Green Day e Sean Paul, le urla e gli schiamazzi si rendono complici immaginifici di una narrazione aperta, creata in simbiosi con gli oggetti, le immagini e il testo che le accompagnano.
Queste tracce sublimano i materiali esposti, rendendoli vivi e mobili: un’estensione fisica e corporea delle esperienze impresse sugli oggetti e riproposte al pubblico in un connubio corale e sinergico, dando vita a una nuova interpretazione del confine che separa personale e collettivo.
Massimo Ricciardo, vive e lavora a Torino.Il lavoro dell’artista ruota attorno alla ricerca sulle relazione tra immagini d’archivio-foto, oggetti, cibo, suoni, pubblicazioni e video amatoriali. L’obiettivo è quello di sviluppare una ricerca artistica sulla memoria personale e collettiva dei luoghi a partire dal viaggio, le sue installazioni comprendono diversi materiali.
Kunsthistorisches Institut in Florenz–Max-Planck-Institut, Dom art_space a Palermo/Manifesta12, Karlskirche Karlsplatz/Documenta14 Kassel, Palazzo Donà Brusa-56th Venice Biennale
Luca Morino ha studiato Musica Elettronica al Conservatorio “G.Verdi” (TO).La sua ricerca artistica si concentra sui linguaggi musicali contemporanei e sulle diverse prassi di ascolto, proponendo riflessioni culturali, sociali e politiche in relazione al suono, abbracciando tecniche e stili compositivi propri della musica contemporanea e della musica elettroacustica. Cofondatore della band Foxhound, tra il 2008 e 2016 ha suonato in più di 200 concerti tra Italia ed Europa. Nel 2017 ha fondato insieme a Cappuccio, Mengozzi e Rendina Cattani l’associazione culturale ALMARE, un progetto che si dedica alla promozione, produzione e diffusione di linguaggi artistici contemporanei in cui il suono è il medium principale.