OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | all watched over by machines of loving grace

all watched over by machines of loving grace
dittico di sculture musive a tutto tondo in acciaio e materiale organico in metamorfosi, acciaio inossidabile verniciato a polvere, cemento, mastice, tessere di mosaico da scarti organici di apicultura ricolonizzati da camole, pittura murale, gouache.
dimensioni installazione 150 (h) x 180 (w) x 250 (d) / singoli corpi: 150(h) x 180(w) x 40(d) cm + 70 (h) x 160 (w) x40 (d) cm

Medina Zabo

nato/a a Arezzo
residenza di lavoro/studio: London, UNITEDKINGDOM


iscritto/a dal 30 apr 2025

http://www.medinazabo.com


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Altre opere

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stampa reattiva su pura seta da silkprinting digitalizzata, processo personalizzato con tecnica rinascimentale dell’imprimitura da telai parassitati, acciaio lucidato a specchio, seta mulberry, filo da pesca, carta cotone, telai d’arnia infestati da camole, ossido di manganese, matite colorate
200 (h) x 200 (w) x 2(d) cm

 | as you set out to ogigia

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dittico di sculture a tutto tondo in metamorfosi, acciaio inossidabile verniciato a polvere, gesso, mastice, tessere di mosaico da scarti organici di apicultura processati e ricolonizzati da camole, pittura murale, gouache.
due corpi 40(h)x55(w)x60(d) cm

 | non è l’architettura la forma più alta di land art

non è l’architettura la forma più alta di land art
scultura a tutto tondo, pratiche ferali, fiber art, stampa laser, acciaio lucidato a specchio, tessuto organico prodotto da camole, plexiglass
35(h) x 51(w) x 12(d) cm

Descrizione Opera / Biografia


Il dittico è composto da forme abitate sopra architetture minimaliste, suggerisce contraddizioni e nuove possibilità della convivenza interspecie, tra utopia e controllo, prendendo i passi dall’omonimo poema di Richard Brautigan (1967).
Sopra un’anima in acciaio verniciato a polvere, le camole della cera (Achroia Grisella e Galleria Mellonella) reclamano il loro habitat originario, interrotto dall’essere umano per esigenze di produttività alimentare.
La speciale cartilagine di rivestimento è un mosaico organico di esuvie, che diventa resistente al fuoco e all’acqua grazie all’intersezione di lavoro umano e non-umano, per finalità diverse, attraverso decine di stagioni.
La materia prima è recuperata da alveari dismessi per infestazione, altrimenti destinata al macero in apicoltura. L’artista la prende in cura processandola a lungo come tessere di mosaico, con l’impiego di metodi della filiera alimentare, tecniche biodinamiche, tecniche scultoree ed estetiche ecoqueer.
Grazie all’ibridazione pittorica finale, la parte musiva torna ad essere un ambiente protetto per le camole che si manifestano per riattivare e perpetrare il proprio ciclo di vita sottotraccia, al di fuori della manipolazione umana. Un nuovo tessuto in superficie testimonia l’impermanenza della loro esistenza: lentamente trasforma e sostituisce il design originario.
L’opera si autodetermina con un rinnovato potenziale di biodegrabilità: gli organismi, attraverso il processo di metamorfosi, trasformano di per sé la chimica sintetica in archivi di vite in corso e spostano il godimento estetico dell’opera verso una esperienza soggettiva della (bio)diversità.
Alla fine del processo, gli strati di pittura restituiscono l’illusione che esista ancora la materia primigenia, trasformata invece nell’impronta dell’artefice più che umano. La palette è stata progettata come dialogo tra colori primari/ secondari (blu e viola, arancio e giallo nell’interno) rispetto allo spettro delle frequenze del visibile/non visibile.
Il dittico è stato realizzato nel 2019, la colonizzazione da parte delle camole si è conclusa nel 2023.
/Bio/
Medina Zabo è una artista transdisciplinare il cui lavoro esamina gli habitat interspecie e l’ambivalenza della relazione di cura tra umano e non umano. Dopo un inizio di carriera nel giornalismo, nel 2012 decide di dedicarsi esclusivamente alla ricerca artistica e nel 2013 una convivenza di sei mesi con una colonia di api mellifere stabilitesi in soggiorno segna definitivamente il suo percorso di indagine.
Dopo la laurea magistrale in Scienze della Comunicazione (Università di Perugia) e una specializzazione in Nuovi Media allo IED di Roma, studia Pittura alle Accademie di Belle Arti di Perugia e Roma; nel 2024 ottiene un MFA dal Royal College of Art (London). Vincitrice del Premio O.R.A per la ricerca artistica (2018), i suoi lavori sono stati esposti e pubblicati in musei e gallerie in Italia, Germania, Usa, Regno Unito e Russia. Vive e lavora tra Londra e l’Etruria.