OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | Il Faro

Il Faro
acrilico, pezza e pennelli, tela
50x70

MAURO D’ANDREA

nato/a a San Giorgio A Cremano (Na)
residenza di lavoro/studio: Alba, ITALIA


iscritto/a dal 11 apr 2020

https://www.dandreart.info/


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Descrizione Opera / Biografia


Con quest’opera l’artista rappresenta un tema a lui molto caro, il mare, ma lo lega ad una tematica molto delicata ovvero le persone che perdono la vita in mare: i migranti. Dal suo periodo giovanile in cui è vissuto a Napoli ai piedi del Vesuvio, vedendo il mare da un lato e la montagna silente dall’altro deriva il suo forte legame con il mare, che rappresenta in molte delle sue forme espressive. Ma in quest’opera entra a far parte la sua grande emotività, il suo forte sentimento di rispetto, la sua grande voglia di crescere ed imparare sempre qualcosa di nuovo dagli altri, ovunque sia la loro provenienza geografica e culturale. La sua attenzione per il tema dei migranti legati al mare nasce anche dalla sua esperienza lavorativa ultraventennale di insegnamento in una scuola per adulti, che accoglie ogni anno centinaia di stranieri provenienti da ogni parte del mondo, con le loro storie più o meno difficili, i loro sorrisi i loro sguardi.
Ed è proprio da questi occhi silenti che raccontano esperienze di vita forti, intense, paure profonde e gioia di vivere che rimane fino all’ultima speranza di un filo di vita che nascono le emozioni racchiuse in questo quadro.
La forza dei tratti dirompente, istintiva, immediata, il segno nervoso e deciso delle pennellate rappresentano un mare ed un cielo nella parte alta del quadro che pare essere calmo, disteso, senza increspature. Questi tratti e questi colori della gamma degli azzurri e degli arancioni vogliono raccontarci che questo mare non ha colpe; non è la sua furia che genera morte, che genera la distruzione di migliaia di vite umane.
La distruzione e la morte è generata dalla disperazione umana, dal dover fuggire alle paure della guerra, della fame, a delle paure che noi forse non sappiamo neanche conoscere ma che ci colpiscono nel profondo alle sole parole raccontate da una voce davanti a noi. Riconosciamo in questi tratti che cambiano direzione, che diventano più verticali quasi ad indicarci come sprofondano fino agli abissi questi tratti rossi, di sangue, di voglia di vivere che non può continuare a farlo. In questo mare molte persone hanno perso la speranza di poter proseguire la propria vita, hanno lottato fino all’ultimo respiro senza aver nessun tipo di tregua.
Ma della tragedia e nell’immensità del mare compare quel faro; accennato nei tratti scuri ma sfumati. Sì quel faro è la speranza della luce, del riferimento, della guida che se guardi trovi in qualsiasi momento della vita, nei momenti di piccolo sconforto come nei momenti di disperata ricerca di una fuga, una soluzione, una ragione per continuare a vivere.
Ancora guardando l’opera nel suo insieme rappresenta un movimento continuo, un vento che in qualche modo accarezza e accompagna anche nei momenti bui. La forza del vento, del suo soffio vitale che deve aiutarci a non perdere mai la speranza; perché se guardi bene l’orizzonte il tuo faro lo troverai sempre.