Premio Combat Prize

Matteo Mezzadri - Premio Combat Prize

OPERA IN CONCORSO | Sezione Fotografia

 | LA MATERIA OSCURA - VENERE

LA MATERIA OSCURA - VENERE
fotografia digitale, stampa fine art 100% cotone sul alluminio d-bond
100 x 150

Matteo Mezzadri

nato/a a Parma
residenza di lavoro/studio: Parma, ITALIA


iscritto/a dal 12 apr 2019

http://www.matteomezzadri.com


visualizzazioni: 214

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fotografia digitale, stampa fine art 100% cotone sul alluminio d-bond
120 x 80

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LA MATERIA OSCURA - DAVID
fotografia digitale, stampa fine art 100% cotone sul alluminio d-bond
120 x 80

Descrizione Opera / Biografia


Testo critico
La serie fotografica intitolata ”La materia oscura” affronta l’argomento dell’iconoclastia e della distruzione del patrimonio artistico come strumento di prevaricazione di una cultura ai danni di un’altra, un fenomeno antico, che nella società contemporanea della comunicazione di massa ha assunto un connotato di forte spettacolarizzazione: la distruzione diventa messa in scena e spettacolo, a volte ai limiti della performance, con lo scopo di raggiungere velocemente milioni di persone in tutto il mondo, amplificando all’infinito il messaggio mediante lo ”spettacolo della morte dell’opera”.
Cosa succede nell’esatto momento in cui un’opera d’arte muore, viene distrutta, cancellata per sempre? Cosa accade allo spettatore che assiste a questo spettacolo violento e crudele? E quando tutto questo coinvolge delle icone del suo bagaglio culturale? Il desiderio di vedere trionfare la vita (l’arte) lotta col desiderio di distruzione, con ”l’istinto alla morte” che ci portiamo dentro.
Non ci sono risposte a queste domande, per questo ho chiamato il progetto ”La materia oscura”, la stessa definizione con la quale la fisica moderna chiama tutta quella parte di materia che si è liberata dopo il Big bang ma che non possiamo né conoscere, né percepire. Si calcola che sia il 90% dell’esistente. La stessa percentuale di cervello che non usiamo.
Note
Il progetto ”La materia oscura” è stato realizzato grazie all’aiuto di un artificiere che ha fatto esplodere, mediante piccoli ordigni radiocomandati, una serie di statue in gesso appositamente realizzate per il progetto. Le esplosioni sono state riprese da una speciale videocamera ad altissima velocità e una batteria di macchine fotografiche sincronizzate con l’esplosione.
Per il premio COMBAT presento la parte fotografica del progetto, a questo link invece si può vedere un estratto dell’allestimento della parte video presso il Museo Archeologico Nazionale di Venezia: https://youtu.be/_I94fhhuOA4.
BIO
Matteo Mezzadri (Parma, 1973) inizia il suo percorso artistico a metà degli anni Novanta come pittore autodidatta. Dopo una laurea in Scienze politiche presso la facoltà di Bologna e un master in design della comunicazione al politecnico di Milano, si dedica completamente alla ricerca artistica e alla fotografia che inizia a praticare come assistente presso gli studi di diversi, importanti fotografi. Nel 2009, grazie a una collaborazione col gruppo di artisti Zimmerfrei e una residenza a New York, si avvicina alla videoarte che diventa da subito uno strumento imprescindibile. La sua poetica in quegli anni si concentra sul concetto di Architettura dei legami, con una particolare attenzione alle grandi metropoli contemporanee e alle complesse dinamiche relazionali che le caratterizzano. Nel 2012 inizia la serie fotografica intitolata “le Città minime”, lavoro esposto per la prima volta al
MIA di Milano e poi in numerose gallerie, musei e rassegne in italia e all’estero, come la prestigiosa European Month of Photography di Bratislava nel 2014. La serie fotografica riceverà diversi premi e riconoscimenti tra i quali il Sony World Photography Awards di Londra sempre nel 2014. Nel 2016 viene invitato dal comitato
scientifico di Mantova Architettura a realizzare la prima installazione monumentale delle “Città minime” presso La Casa del Mantegna (MN).
Matteo Mezzadri ha esposto in numerose mostre personali e collettive in gallerie private e prestigiosi musei Italiani e stranieri, tra i più importanti si ricordano: PAC (Padiglione Arte Contemporanea) Ferrara (2010), Palazzo Trevisan, Padova (2011), PAV (Padiglione Arte Vivente) Torino (2011), Centro per L’arte Contemporanea Luigi PECCI, Prato (2012 e 2015), Museo delle
Scienze, Torino (2012), La Fabbrica del Vapore, Milano (2012), CAMeC, Centro Arte Moderna e Contemporanea, La Spezia, 2013, Musei Civici di Reggio Emilia (2014), Somerset House, Londra, UK (2014), Domumenia | Kunsthalle Bratislava (2014), ARCA, Museo Arte Contemporanea di Vercelli (2016), Casa del Mantegna,
Mantova (2016), Plastic Cultural Park, Pechino (2016), Museo Archeologico Nazionale di Venezia (2018), Palacio de Lombillo, l’Avana - Cuba, (2018)