Premio Combat Prize

Manuel Cosentino - Premio Combat Prize

OPERA IN CONCORSO | Sezione Fotografia

 | The Fourth Kind of Madness (L)

The Fourth Kind of Madness (L)
fotografia, archival pigment print
5 cm x 57 cm immagine su 13 cm x 65 cm foglio

Manuel Cosentino

nato/a a
residenza di lavoro/studio: Avellino/Londra, ITALIA


iscritto/a dal 04 mag 2019

http://www.manuelcosentino.com


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 | The Fourth Kind of Madness (la)

The Fourth Kind of Madness (la)
fotografia, archival pigment print
5 cm x 57 cm immagine su 13 cm x 65 cm foglio

Descrizione Opera / Biografia


The Fourth Kind of Madness
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Platone credeva che solamente coltivando la più pura ed alta forma di follia—l’amore—partendo da un frammento di bellezza nel mondo sensibile, noi saremmo stati poi capaci di estenderlo ad altri frammenti del mondo in eguale misura e, lentamente, diventati in grado di discernere la bellezza nel reame concettuale. Dal suo punto di vista, essere isolati dalla bellezza sensibile avrebbe infine inibito la nostra capacità di portare nuova bellezza nel mondo.
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Ispirato dalla kalliphobia postmoderna, la serie riflette sull’assenza di bellezza come forma di deprivazione, e la presenza di bellezza come strumento sociale che ci assiste verso la giustizia.
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“The Fourth Kind of Madness“ esplora il lavoro filosofico di Elaine Scarry (Harvard University) sulla relazione tra bellezza e giustizia, ed il valore sociale dell’“unselfing” che attraversiamo quando ci troviamo alla presenza di qualcosa di bello, quello che la filosofa ed attivista Simone Weil chiamava un “decentramento radicale” —possibilmente l’unico evento percettivo dove perdita di percepita o perseguita centralità coincide con acuto piacere. Nella serie riconsidero la bellezza come soggetto, rivalutandola da una prospettiva alternativa, che va oltre schemi contro-estetici per un framework politico e sociale, ed esplora le idee di Scarry su come il nostro perseguimento di nozioni di giustizia, uguaglianza e fairness—o quello che il filosofo politico John Rawls chiama una “simmetria di relazioni di ciascuno con gli altri“—è assistito dalla bellezza e la sua disponibilità alla percezione sensoriale.
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Note di installazione: una volta esibito il lavoro crea una fluida, infinita linea in costante stato di fluttuazione, ispirata dalla definizione di Platone della nostra esperienza della realtà come il “mondo dell’infinito divenire”. Ogni frammento infine crea uno spazio psicologico focalizzato sulla nostra stessa capacità di sentire ed agire o reagire alla bellezza del mondo.
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Bio
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Manuel Cosentino (b.1980, Italia) studia all’Istituto Europeo di Design di Roma prima di trasferirsi a Londra, basando la sua pratica artistica in Inghilterra e più recentemente in Italia. La sua ricerca si è concentrata sul ruolo dell’individuo e la responsabilità collettiva nella società contemporanea, e sulla funzione dell’arte come agente di cambiamento. Le sue opere sono state esposte in Europa, Asia ed America includendo Galerie Huit durante “Les Rencontres d’Arles” (France), Griffin Museum of Photography (Boston), Florida Museum of Photographic Art (USA), Encuentros Abiertos Festival de la Luz (Buenos Aires), Head On Photo Festival (Sidney), The Royal Photographic Society (UK), NoFound Photo Fair (Paris), Photo Center North West (Seattle) e The Fence (Brooklyn Bridge Park di NYC ed Atlanta BeltLine). È stato pubblicato su Wired (USA), Blink Magazine (S. Korea), The Huffington Post (USA), L’Espresso (Italy), L’Oeil de la Photographie (France), iGnant (Germany), PDN (New York), The Colossal (Chicago), The World Photography Organization (UK) e selezionato da Lens Culture (Amsterdam) in “Favourite Conceptual Photography Series of the Year”. Il suo lavoro è stato premiato internazionalmente da numerose organizzazioni ed istituzioni includendo il Lucie International Photography Awards di New York, il Premio Combat Prize (vincitore nel 2013 con la serie fotografica ed il participatory artist book— “Behind a Little House”), nominato Top 10 alla Huston Center for Photography Fellowship, ed è stato selezionato dal collezionista americano W.M. Hunt per esibire in FRESH, alla Klompching Gallery di New York City dove ora è rappresentato. Il suo lavoro è presente in diverse collezioni pubbliche e private includendo la collezione permanente della Bibliothèque Nationale de France.