Premio Combat Prize

Lorenzo Michelin - Premio Combat Prize

OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | Reperto N1

Reperto N1
acrilico e olio, tela
60x60

Lorenzo Michelin

nato/a a Monfalcone
residenza di lavoro/studio: Roma, ITALIA


iscritto/a dal 10 apr 2019


Under 35

http://oltreombrart.wordpress.com


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acrilico, cartone
40x60

Descrizione Opera / Biografia


Nasce nel 1993 in una piccola città industriale del Friuli Venezia Giulia.
Fin da piccolo si interessa per le arti visive e durante l’adolescenza inizia ad esprimersi attraverso i graffiti, utilizzando i muri della sua città come tele.
Durante gli studi vive tra Urbino, Aix-en-Provence, Marsiglia e Parigi.
Il suo stile è in continua evoluzione e viene nutrito dall’iconografia dei pittori rinascimentali, dai colori provenzali, dal tratto deciso degli street-artist marsigliesi e dall’’assidua frequentazione dei musei Parigini.
Attualmente vive Roma, studia pittura presso Alberto Parres e Timothy Allen.
Per il premio Combat presenta una ricerca artistica che è frutto di una riflessione successiva all’ictus che lo colpisce repentino ed inaspettato nel 2017, durante il suo soggiorno a Parigi, e che lo obbliga ad un’urgente operazione al cuore.
Sfiorare la morte a soli 24 anni lo porta a interessarsi precocemente per il tema dell’oblio, sia esso causato da vuoti di memoria, dalla volontà di dimenticare ricordi traumatici e spiacevoli o semplicemente come risultato del passare del tempo.
Chi resta e chi svanisce? Chi viene ricordato e chi no? Chi galleggia è chi va a fondo?
Tanto ciò che ricorda la mente quanto ciò che celebra la storia è parziale: alcuni personaggi e alcune vicende restano, mentre altre, forse per scomodità considerate irrilevanti, vengono
abbandonate all’oblio, ai meandri più reconditi della mente.
Cosa ricordiamo e perchè? Possiamo scavare nel profondo e recuperare queste memorie perdute per trarne insegnamento?
Da queste domande nasce Blu affondo, una serie di dipinti, di reperti, che ritraggono ciò che rimane celato, ciò che si nasconde sotto il mare, sotto terra, sotto le macerie del mondo e della mente… con Blu affondo si vuole dare un ruolo attivo allo spettatore, lo si vuole spingere ad osservare, ad utilizzare i dipinti come catalizzatori di ricordi e verità da cui apprendere.
Se lo spettatore si concede il tempo di scavare, i quadri servono da specchi dai quali emergono volti, oggetti, vicende...
Blu affondo è quindi un invito a fermarsi, ad osservare, a scoprire e ad analizzare criticamente quanto ci circonda.
La storia è ciclica, l’uomo dimentica e ripete i propri errori.
l’evoluzione è frutto del ricordare, non c’è più tempo per dimenticare o guardare distrattamente ciò che accade.