OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | Colonna vertebrale dell’anima

Colonna vertebrale dell’anima
tecnica mista, collage, seta, ossa, pelle, vernice e smalto all’acqua su tela
70x70

Kristina Nikolova

nato/a a Varna (Bulgaria)
residenza di lavoro/studio: Vaglia FI, ITALIA


iscritto/a dal 30 mag 2020

http://www.atelierseptem.it


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variabili

Descrizione Opera / Biografia


La ”Colonna vertebrale dell’anima” è un riferimento metaforico alla materia e la sua transitorietà. Per manifestarsi l’anima necessita del corpo. Il quadrato centrale in rilievo è simbolo di compiutezza (corpo + anima = un insieme inseparabile). Le ossa che formano una metaforica colonna vertebrale sono ossa di pollo, (ali e cosce in modo specifico). Le ossa delle ali simboleggiano il ”volo”, quelle delle cosce invece il contato con la terra.
Ho utilizzato queste ossa dopo averle raccolte per un lungo periodo, con lo scopo di includerle in vari progetti. Ho cucinato e mangiato personalmente i polli per renderli non dei semplici componeti necessari alla realizzazione dell’idea, bensì elementi carichi d’emozione che arricchiscono il significato con la presenza di uno dei principali elementi per la sopravvivenza, il nutrimento. Il corpo per sopravvivere ha bisogno di nutrimento. Oltre al sopravvivere sta il vivere e per farlo degnamente, sono necessarie le virtù.
Virtù che si cibano nelle altezze elevate dello spirito.
Qui di seguito il testo artistico che accompagna l’opera:
”La nostra coscienza della morte ci trasforma in prigionieri della vita. Prigionieri di ieri. Prigionieri di domani. Schiavi dei sogni. Schiavi dei ricordi. Il nostro pasto quotidiano di veleno si chiama ”tempo”.
Lo divoriamo senza gusto. Ma la nostra sostanza è
senza tempo. Vive sotto la carne. Siamo dei portatori di immortalità anche se essa stessa non ci appartiene. Libertà significa comprendere ed accettare la transitorietà senza rimpianti.
Soltanto così possiamo vedere il volto invisibile della vera atemporalità. Se lo guardiamo saremo finalmente liberi di vivere senza paure e senza limiti.”