OPERA IN CONCORSO | Sezione Video

 | Bleed

Bleed

4’:40”

Igor Imhoff

nato/a a Mira
residenza di lavoro/studio: Mira, ITALIA


iscritto/a dal 30 mag 2020

http://www.igorimhoff.eu


visualizzazioni: 101

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Descrizione Opera / Biografia


Premessa. Non so se il video presentato sia figlio di questo assurdo momento e se abbia senso rincare la dose in questo modo. E’ un videoclip sicuramente nato per altri scopi, ma che vuole fotografare un senso di smarrimento generale (e forse anche personale). Il progetto è stato realizzato mescolando tecniche di animazione tradizionale e Intelligenza artificiale (machine learning).
Nel peggiore dei casi ho contribuito con 50 euro...
Le civiltà nascono si evolvono e muoiono in un ciclo incessante da quando l’uomo ne ha memoria. La reiterazione dei gesti è ripetuta ossessivamente alla costante ricerca di una via di fuga, che sia il migliorare una società o prenderne possesso, in un mondo sempre più fragile dominato da medesime alternanze.
Bleed è il racconto di una porzione di questo tempo oscillante. Dalle ceneri della ennesima caduta, una civiltà rinasce distinguendosi con i propri simboli ed evolve fino a quando, raggiunto l’apice, tutto crolla rivelando così i nervosismi, la violenza latente e dichiarata, il conseguente costo umano, sociale e ambientale di una corsa dalla irrimediabile conclusione e incapace di offrire una reale via di fuga.
Il video è il risultato di una combinazione disegno e animazione tradizionale con software di Intelligenza artificiale. Il disegno, usato per definire dei fotogrammi chiave, è relazionato ad un flusso video dal quale sono attinte le informazioni relative al movimento. Il meccanismo è in grado di ricreare i fotogrammi mancanti replicando disegno, stile e colori in base alle variazioni del video prescelto. Il segno in digitale, grazie all’aiuto di applicativi e librerie (alcune scritte ad hoc per il progetto), soprattutto open source, è trasformato in animazione attraverso uno schema, in apparenza semplice, ma tecnologicamente complesso. l’AI adatta il segno al singolo fotogramma, rilevando rotazioni, situazioni, movimenti complessi e volti. L’algoritmo va oltre Il semplice tracciamento dei pixel e laddove manchino punti di riferimento o informazioni il software ricostruisce e disegna ricavando gli elementi grafici dai disegni per ricostruire i tratteggi e seguire lo stile originario. La tecnica è stata e progettata al fine di ridurre i tempi di lavorazione e per mantenere la coerenza visiva di un unico tratto di disegno.
Igor Imhoff
Nato e cresciuto in un mondo a 8 bit si è formato producendo e ideando videogame per poi indirizzarsi verso altre forme di espressione, non solo digitali. L’ossessione per l’immagine in movimento, i metodi per preservare la memoria, la passione per gli elementi simbolici e antropologici primitivi sono coniugati alla pratica digitale, che si direziona energicamente verso un gusto d’avanguardia; dall’animazione, alla installazione interattiva, fino ad arrivare al teatro, al videomapping e agli ambienti virtuali, alla costante ricerca di una forma che possa “pacificarlo”. Numerose le mostre, le partecipazioni ai festival in Italia e all’estero e le collaborazioni. Attualmente è docente di Applicazioni digitali per l’arte, di tecniche di Animazione Digitale presso l’accademia di Belle arti di Venezia. È anche docente di Effetti speciali e VR al Master di I livello of Fine arts in filmmaking presso l’università Ca Foscari di Venezia.