OPERA IN CONCORSO | Sezione Video

 | Lo spirito tuffatore

Lo spirito tuffatore
disegno a matita su carta; animazione loop frame by frame, 720 tavole
6 min e 33 secondi

Giulia Sensi

nato/a a Bologna
residenza di lavoro/studio: Bologna, ITALIA


iscritto/a dal 20 apr 2022


Under 35

https://www.instagram.com/giunglasensi/


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matita su carta

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matita su carta

Descrizione Opera / Biografia


Lo spirito tuffatore nasce da un mio interesse per le forme. Rovistando su internet ricerco immagini che mi parlino, e senza volermi soffermare troppo sul loro significato, costruisco io una narrazione attorno ad esse. In questo caso la riflessione sull’essenza di questo personaggio è virata sul valore dell’atto creativo in sé.
Il disegno animato infatti, attraverso una narrazione che si sviluppa di tavola in tavola, diventava il mezzo espressivo più funzionale a disvelare il processo creativo.
Lo Spirito tuffatore è questo, è la necessità di significare, di segnare e di animare il simbolo. Il protagonista è uno spiritello e il suo Spirito. Questo spiritello, bizzarro, morbido, umano e non umano allo stesso tempo, siamo noi; così come noi siamo gli altri, siamo un pesce degli abissi, siamo alghe e la mano che ha scolpito quel pezzo di legno.
Il tempo narrativo di questo corto animato è infinito, è un loop. Ho deciso questa formula per suggerire il valore ciclico del mito, che si rinnova ogni qualvolta ci si trovi sulla soglia del suo manifestarsi. In questo caso la bambolina Kachina (che, nella cultura Hopi, è uno spirito soprannaturale irriverente che svolge la funzione
di regolare le trasgressioni nella società) è la scintilla da cui scaturisce l’apparizione del totalmente altro; la sua improvvisa comparsa nel nostro orizzonte ci permette una significazione nuova del nostro essere presenti qui, definendo un nuovo spazio ontologico.
La scelta di farla tuffare è determinante per la narrazione. L’acqua ha un valore simbolico che è trasversale a tutte le culture e, nei più differenti miti della creazione, ha sempre un’accezione sia cosmologica che antropologica legata alla reintegrazione con l’indi- stinto (un ambiente umido e melmoso) che coincide con una morte temporanea seguita da una nuova vita o nuova creazione.
Nella mia riflessione, il mito, oggi, è un meticcio che attinge da tutte le culture delle quali abbiamo coscienza. Saccheggia ludicamente il patrimonio etnografico universale per trovare e giustificare all’umano il proprio posto nel cosmo.
L’ipotesi installativa è all’interno di una tenda semplice costituita da un telo nero ed uno treppiedi in legno. All’interno è posto un piccolo schermo appoggiato su di un basso piedistallo. La soluzione può subire modifiche a seconda del luogo nella quale viene collocata.
Audio originale.
Giulia Sensi
Bologna, 1989
Laureata con lode al biennio specialistico di Grafica d’arte, Accademia di Belle Arti di Urbino, 2022
Mostre recenti:
Ogni goccia cade, Mostra collettiva a cura di Matteo Fato, Monitor Gallery, Pereto, 2022
Surprize 3, a cura di Umberto Palestini, Accademia di Belle Arti di Urbino, Fondazione Pescheria, Pesaro, 2021