Descrizione Opera / Biografia
L’opera presentata è parte del progetto “Magic Lanterns,” una serie di fotografie/sculture il cui intento è quello di restituire dignità ad oggetti ormai obsoleti (diapositive in vetro) ma allo stesso tempo smentire l’indiscutibilità del documento storico.
In Magic Lanterns Petrocchi si interroga sull’oggetto stesso della catalogazione museale, la sua rappresentazione, partendo da una collezione di lastre positive emulsionate dismesse provenienti dal Princeton University Art Museum. Una volta indice guida per la collezione museale, soppiantate dalla loro digitalizzazione le lastre sono diventate una confusa accozzaglia di storie. Prive di contesto ed elaborazione, si prestano a molteplici questioni: quali potrebbero essere le nuove narrazioni di questo passato? Quali sarebbero i paradigmi a sorreggere tali narrazioni? Quali i punti di vista e le prospettive? In che modo tale oggetto potrebbe far parte dell’elaborazione di una storia culturale che gli appartenga? Petrocchi interviene sulle lastre attraverso un processo di rimediazione che coinvolge l’assemblage ed il collage digitale, innescando un processo di metamorfosi che le rende esse stesse artefatto (estratto da testo di Elisa Medde).
Giovanna Petrocchi (Roma, 1988) si è laureata al London College of Communication con una laurea in Fotografia (2015), completando in seguito il suo Master in Visual Arts presso il Camberwell College of Arts di Londra (2019). Nel 2017 è stata selezionata come vincitrice del Lens Culture Emerging Talent Award e nel 2019 ha esposto il suo ultimo lavoro alla The Photographers’ Gallery di Londra come parte del programma di mentoring TPG New Talent. Nel 2020 è nominata da CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia per il programma europeo per autori emergenti FUTURES.
Il suo lavoro è stato esposto in mostre personali e collettive presso realtà internazionali quali Landskrona Foto Festival, (Svezia 2024) - Galleria Eugenia Delfini (Roma, 2024) - CAMERA Torino in collaborazione con Fondazione Alinari (2023 e 2024) -Tenuta di Monteverdi (Toscana, 2021), Flatland Gallery (Amsterdam, 2022) - UNSEEN Photo fair (Amsterdam, 2021) - Photo Tallinn (Estonia 2021) - Paris Photo (Parigi, 2021).
Combinando fotografie personali con immagini di archivio e collage con processi di stampa 3D, Petrocchi crea documenti immaginari ispirati a dipinti surrealisti, realtà virtuali e culture antiche. Prendendo spunto da collezioni museali e catalogazioni di arte antica, Petrocchi popola i suoi scenari con una personale collezione di manufatti surreali. La trasmissione della narrativa storica è quindi deliberatamente distorta. Gli oggetti protagonisti delle immagini diventano irriconoscibili e i loro significati frammentati, mostrati come entità fluttuanti fuori dal tempo e dallo spazio.