Descrizione Opera / Biografia
Musicista e incisore classe 1993, nasce e cresce nella provincia di Torino. Si diploma al Primo Liceo Artistico e successivamente si laurea in grafica d’arte all’ Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove inoltre frequenta il biennio specialistico. Dal 2017, anno in cui vince il primo premio alla Biennale di incisione di Bassano del Grappa, partecipa a numerose esposizioni sia in Italia che all’estero. Dal 2019 è membro dell’ Associazione Nazionale Incisori Contemporanei. Nel 2021 vince una borsa di studio completa presso la Fondazione il Bisonte di Firenze e frequenta il corso annuale di specializzazione in stampa d’ arte. L’anno successivo è assistente di laboratorio presso la stessa fondazione. I suoi lavori si trovano in collezioni pubbliche e private come il Victoria&Albert Museum di Londra e il Guanlan Printmaking Museum di Shenzhen.
La sua pratica, a volte sottovalutata nel contemporaneo, ha una componente gestuale molto forte e personale, la minuzia nella creazione delle matrici, diverse per tecnica e tempistica ogni volta, lascia posto all’istinto nel tracciare il segno. Crea mondi immaginari, luoghi urbani nati dall’immaginazione, come architetture che sovvertono la tradizionale percezione dello spazio e del tempo, un senso di smarrimento per chi si trova a visitarli, senza più il supporto delle rassicuranti coordinate spaziali e geografiche. Paesaggi spesso malinconici con grandi spazi deserti, o meglio disabitati. Importante per l’artista è la componente umana delle sue creazioni: questi mondi oggi disabitati sono stati vissuti un tempo da uomini, e il passaggio dell’uomo è testimoniato dalle piccole architetture – strutture decadenti, finestre, tralicci, torri abbandonate – fatiscenti che egli si lascia alle spalle. Il suo stesso atto di ricostruzione parziale di questi scheletri di città e il segno che lascia con il suo gesto, sono la testimonianza del suo passaggio su questa terra. Attraverso questi mondi l’artista vuole farci riflettere sulle contraddizioni della società contemporanea; sulle relazioni umane e la loro instabilità, sulla società intesa come una rete di relazioni, anch’ essa, di riflesso, caratterizzata dalla stessa instabilità delle costruzioni rimaste, accentuandone con il suo intervento, fragilità e incertezza, situazioni precarie che inevitabilmente evocano in noi un senso di solitudine. Queste architetture rimaste hanno anche un ruolo positivo nella storia: sono sopravvissute all’uomo come elementi di collegamento, connessione, a memoria dei legami che, nonostante tutto, sopravvivono al passare del tempo. Ambienti in cui l’artista ritrova la sua intimità e la sua quiete e in cui ricerca un diretto contatto con lo spettatore che, come un visitatore, viene invitato ad entrare in questi spazi con tutta la sua curiosità e voglia di scoperta. Il procedimento creativo è sempre molto lungo e si concretizza in diversi passaggi ripetuti e stratificati, è un lavoro fisico quanto immaginifico. C’è una matrice, una genesi segnata dell’opera risultante, ma quasi mai uno schizzo preparatorio, tutta la creazione avviene con precisione ma con spinta istintiva.
Il dipinto qui presentato è realizzato attraverso un procedimento del tutto grafico, appunto inchiostrando e stampando manualmente sulla tela varie matrici xilografiche incise a sgorbia e altri materiali di recupero.