Premio Combat Prize

Enrico Boccioletti - Premio Combat Prize

OPERA IN CONCORSO | Sezione Video

 | A shade of what remains unsaid

A shade of what remains unsaid
proiezione video 2-canali, 1080p, suono 5.1,
20:04

Enrico Boccioletti

nato/a a Pesaro
residenza di lavoro/studio: Milano, ITALIA


iscritto/a dal 02 mag 2019

http://spcnvdr.org


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Descrizione Opera / Biografia


A shade of what remains unsaid (2017) è stato commissionato dallo ZKM, Center for Art and Media Karlsruhe, in occasione della mostra Hybrid Layers.
In parte film e testo, in parte composizione sonora multicanale, il lavoro tenta di approcciarsi a modalità di percezione dell’esistenza che sfuggono alla possibilità di essere descritte, trascritte o rappresentate – ma che possono essere intraviste, innescate da impressioni transitorie e intuitive, affrontando questioni come la liberazione dal lavoro, la dimensione della gratuità e quella dell’indicibile.
Orchestrato come una rapsodia, il lavoro scava il terreno dell’empatia e dell’utopia per sciogliere nodi precedentemente inespressi, senza voce, nodi nella complessità dell’esistere qui ed ora, dove la conoscenza semiotica e razionalità sembrano destinate al fallimento.
Toccando temi come memoria e presagi, desiderio, il tramonto del lavoro, i sentimenti planetari, insieme all’incapacità di afferrare la sensibilità nelle sue sfumature più profonde, A shade of what remains unsaid sfrutta stimoli uditivi, visuali ed ambientali, manifestandosi per mezzo di uno story-untelling spontaneo e a tratti contraddittorio. Questa forma esplosa di narrazione ci invita ad interrompere la riproduzione/reiterazione dei nostri pattern abituali per riformulare il significato, l’identità e le possibilità di una vita felice.
(Giulia Mengozzi)
SCRIPT ITA
docs.google.com/document/d/1a0_as8sx3v6F1We0XsnHvQgcf0VbW_4cD3y4B3vEKQA/edit
BIOGRAFIA
Enrico Boccioletti (Pesaro, 1984) è un artista transdisciplinare la cui ricerca guarda alla condizione (non) umana e le conseguenze dell’incontro fra tecnologia e intimità, investigando le dinamiche dell’empatia ai margini della comunicazione verbale e non-verbale, la percezione di sé come identità digitale, e le forze spettrali incorporate nel tumulto informativo.
Alcune collaborazioni recenti includono: MAXXI, Roma; ZKM, Karlsruhe; OGR, Torino; La Quadriennale di Roma; La Plage, Parigi; Parco Arte Vivente, Torino; Material, Città del Messico; Operativa, Roma; Carroll/Fletcher, Londra; Live Arts Week, MAMbo, Bologna.