OPERA IN CONCORSO | Sezione Fotografia

 | White onion

White onion
fotografia digitale, stampa a getto d’inchiostro su carta fine art
61x91 cm

Elena Maria Canavese

nato/a a Milano
residenza di lavoro/studio: Milano, ITALIA


iscritto/a dal 08 mag 2020


Under 35

https://www.elenamariacanavese.com/


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Descrizione Opera / Biografia


Il mio lavoro nasce innanzitutto da un particolare modo di osservare la realtà quotidiana; sospendendo per qualche istante l’ordinaria funzione degli oggetti, questi possono assumere altre dimensioni e nuove forme. Da un mucchio di carta stropicciata appaiono cime innevate, dal dettaglio di una scopa si apre un campo di grano e da una buccia di cipolla appoggiata sul tavolo, ecco apparire una farfalla.
A suscitare la creazione di queste immagini è la necessità di trasformare il brutto, lo sporco, il puzzo in qualcosa di nuovo. Una sorta di redenzione della negatività che, tuttavia, non elimina la ferita e la miseria dell’oggetto fotografato. Infatti, contrariamente a quell’«estetica della levigatezza» che, come sostiene Byung-Chul Han ne “La salvezza del bello”, caratterizza l’attuale società della positività, con le mie fotografie cerco di mostrare ancor più da vicino il ”fango” che avvolge la vita. Quel ”fango” che anche Andrej Tarkovskij non intendeva eliminare: «Quando parlo dell’aspirazione al bello, e affermo che l’ideale è lo scopo dell’arte e che essa nasce dalla nostalgia dell’ideale, non intendo assolutamente sostenere che debba fuggire dal ”fango”. Al contrario».
Il processo di creazione dei miei lavori non ha un tempo preciso ma è piuttosto uno stato di ricerca perenne e sotteso al vivere. Questo stato non guarda secondo i canoni, è un atteggiamento di «antiabitudine», termine utilizzato da Walter Siti per definire il ”realismo”. Di fronte a queste fotografie, anche «l’enciclopedia percettiva» dello spettatore «non fa in tempo ad accorrere per normalizzare» ciò che ha visto, e, per qualche istante, anche lui vive tra due mondi… tra la farfalla e la cipolla.