OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | Al centro del labirinto

Al centro del labirinto
installazione, resina epossidica, pigmento colorato, giradischi
variabili

Daniele Zoico

nato/a a Venezia
residenza di lavoro/studio: Venezia, ITALIA


iscritto/a dal 24 feb 2020

http://www.danielezoico.com


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Descrizione Opera / Biografia


Questa è una delle uniche registrazioni che ho potuto realizzare alla voce di mio papà mentre legge un brano da Lessico familiare di Natalia Ginzburg. Questa registrazione risale al 2011, quando lavoravo per un mio film e coinvolgevo i miei familiari nella lettura di vari testi; non l’ho mai utilizzata.
Dopo otto anni ho voluto incidere questa registrazione su vinile per poi realizzarne una copia e quindi un calco con una gomma siliconica. Da questo calco è stata ottenuta una copia in resina epossidica, il disco originale è stato distrutto e così la registrazione di partenza.
I solchi del vinile e la registrazione si sono trasferiti nella gomma siliconica per poi trasferirsi ancora nella resina.
In questo processo di copia, ciò che era inciso nel disco originale è cambiato e, pur relazionandosi con la propria origine, ha acquisito una nuova identità.
///
Daniele Zoico (Venezia, 1985)
Con il mio lavoro intendo studiare le dinamiche e il rapporto che legano un originale con una sua possibile copia e come la copia sia solo una superficie che non smette mai di indicare la direzione dalla propria origine.
Copia e originale sono eternamente legati, nonostante una copia possa avere degli elementi che vanno oltre la sua superficie, oltre la semplice riproduzione o doppio, aspetti che trasformano questa relazione di copia e ne innescano una più vicina al concetto di ombra e di riflesso: una copia può acquisire delle informazioni attraverso il processo stesso di riproduzione che ne determinano però nuovi aspetti, ponendo nuove basi. Un processo di copia può condurre alla trasformazione degli elementi di un originale e, di conseguenza, produrre non più copia ma replica, ri-produzione, reinterpretazione e infine un nuovo originale.
Questo aspetto lo sto portando anche su altri livelli di pensiero, come il considerare un ricordo come la copia di un evento archiviato nella memoria e del rapporto con un falso ricordo e quindi una falsa origine, attraverso il fenomeno del dejà vu: un profumo, una morfologia dello spazio, un suono, un luogo ecc., possono attivare un pensiero parallelo alla relazione copia/originale ma con una direzione inversa perché la copia, in questo caso, indica l’assenza di un origine.
Allo stesso modo, creando una copia di un luogo, considerandolo come un oggetto molto grande e sfaccettato, produce un non-luogo nel quale si possono attivare dei processi mentali legati al luogo originale, come l’esperienza del qui ma associato a un qualsiasi ora, o dell’ora ma in relazione ad un altro qui.