Descrizione Opera / Biografia
- Dal testo critico di Jasmina Trifoni sulla serie ”People with random objects” in occasione della mostra ”Oggetti casuali con persone” -
”Oggi ho sentito oscuramente farmi festa gli oggetti della mia stanza, dirmi la loro gratitudine perché, esistendo e guardandoli io, esistono essi”. Non è un caso, forse, che Gesualdo Bufalino - autore, tra il molto altro, di questa frase - e Daniele Cascone - che ha immaginato, composto in raffinatitableaux e, soltanto infine, scattato le fotografie riunite nella mostra ”Oggetti casuali con persone”- condividano l’appartenenza allo stesso territorio geografico così come allo stesso spazio culturale e immaginario del Barocco siciliano. E, sebbene quest’ultimo sia ormai un’espressione così abusata da essere stata svilita in slogan, è, nel caso di entrambi, da intrecciare con un originalissimo sentire verso il valore estetico e concettuale del surreale. Una dote, anche questa, che i siciliani più illuminati (e illuminanti) sanno elevare ad arte.
La citata frase di Bufalino è racchiusa nel libro Bluff di Parole che, nell’introduzione, lui stesso aveva descritto come una miscellanea di citazioni (...), macerie di diario, pensieri a gogo. E ne consigliava una lettura casuale e vagabonda, ”come chi spera di raccogliere dalle gramigne di un prato, non dico il semplice dalle miracolose virtù, ma qualche fungo mangereccio, un fiore da regalare”. Di nuovo, non potrebbe essere più calzante anche la modalità, o meglio l’inclinazione alla fantasia, per gustare ciascuna delle potenti immagini di questa mostra. Si riconosceranno, così, le numerosissime citazioni dalla storia dell’arte, che è materia degli studi e della passione di Daniele Cascone e che vanno dalla pittura rinascimentale all’uso della luce che rimanda al Caravaggio. Da una sensualità (negli oggetti, prima ancora, e sorprendentemente, che nelle persone) e alla sessualità dei dipinti orientalisti di Ingres, a un rimando al sacro, nelle persone che diventano avatar contemporanei di un Cristo piangente o di un San Sebastiano, e negli oggetti, tutti accuratamente messi in scena che, nel loro insieme, rimandano alle vanitas delle opere della pittura olandese del XVII secolo, quelle che alludevano alla caducità della bellezza e all’effimera condizione umana.
A un’osservazione attenta, però, tutto ciò diventa ”altro”. E svela - in questa serie più che nei precedenti lavori di Cascone - un gusto per il gioco, e il divertimento, a un livello più sottile di ciò che appare a un primo sguardo, in queste intelligenti composizioni di oggetti casuali in ambienti in cui la notte sembra eterna.
Per far vivere queste fotografie, bisogna considerarle un rebus enigmistico, un roman à clef, individuando, tra i molti della composizione, l’oggetto (di nuovo, casuale) che parla in un modo unico a ciascuno di noi. Che sentiamo nostro, perché era presente lì, nelle nostre case di famiglia, nei nostri desideri, nei nostri ricordi sepolti chissà dove. Un fiore, insomma, che Bufalino definiva da regalare.
- Biografia -
Daniele Cascone (Ragusa, 1977) inizia il suo percorso artistico nel 2001. Sperimenta parecchio, mescolando le tecniche digitali con gli strumenti più tradizionali. Si interessa di fotografia, di stop-motion e di video.
La sua attività lo porta a fondare diversi progetti sulle arti visive, tra cui il web magazine «Brain Twisting». Contemporaneamente, inizia a esporre sia in Italia, sia all’estero e i suoi lavori sono presenti in numerose pubblicazioni di settore.
Alla fine del 2008 il mezzo fotografico diventa predominante nella sua ricerca artistica, per la quale si avvale dei set in studio dove poter mettere in scena le situazioni che caratterizzano le sue opere.
La sua è una costante ricerca di un equilibrio tra impulso creativo e tecnica di esecuzione, necessaria per esplorare temi come l’uomo, l’esistenza, il subconscio e il simbolismo.