OPERA IN CONCORSO | Sezione Fotografia

 | Fragmentum

Fragmentum
stampa fineart, montaggio su alluminio e cornice in legno
12,5x18,5 cm + 12,5x18,5 cm

Chiara Arturo

nato/a a Ischia (NA)
residenza di lavoro/studio: Pistoia, ITALIA


iscritto/a dal 30 mag 2020

http://www.chiararturo.com


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Descrizione Opera / Biografia


Il termine frammento deriva dal latino FRAGMENTUM: ha la stessa radice di fragile e di frangere. Si definisce generalmente frammento ciascuno dei piccoli pezzi di un oggetto che ha subito rottura o frattura o una piccola parte staccatasi o toltasi da un oggetto. In questo lavoro ricerco nel frammento una storia andata dispersa, do ad ogni frammento trovato una propria autonomia, per rintracciare la traccia della ferita originaria. Metto insieme i pezzi frantumati dell’argillite. Creo costellazioni, disegno sentieri con le tracce.
Dal bosco si può sempre uscire Sulle isole si può sempre ritornare Le cicatrici sono rimarginate Gli occhi coraggiosi I mostri restano, ma bene a fuoco Alla bestia ho tolto la testa
BIO: Chiara Arturo (Ischia - NA, 1984)
Durante gli anni dell’università, in parallelo con gli studi in Architettura alla Federico II di Napoli, si concentra sulla fotografia come mezzo espressivo, con un particolare interesse per il paesaggio e lo spazio. Integra la sua formazione nel campo delle arti visive e inizia a partecipare ad alcune esposizioni collettive. Nel 2012 entra in LAB, il Laboratorio Irregolare di Antonio Biasiucci, una masterclass biennale focalizzata sulla ricerca personale che cambia radicalmente il suo approccio alla fotografia. Il suo lavoro fa parte di alcune collezioni di arte contemporanea (Imago Mundi Art, Fondo Malerba, Biblioteca Vallicelliana di Roma); è stata selezionata per varie residenze d’artista (BoCs Art, The Photo Solstice, Falìa, MACRO Asilo); dal 2017 è artista in scuderia dalla Galleria Heillandi di Lugano. Dal 2018 con Cristina Cusani porta avanti un progetto sul Mediterraneo come luogo dell’attraversamento e la condivisione come pratica artistica. La sua ricerca personale è incentrata sull’insularità, sulla vulnerabilità e sulla percezione spaziale in relazione alla costruzione dell’immaginario. Partendo da un’indagine introspettiva, con metodo cartografico, lavora per accumulo e per molti anni sugli stessi soggetti: scava nel paesaggio come scava in se stessa; esplora temi e condizioni della vita come il transito e la sosta, la superficie e la distanza, la grandiosità dei paesaggi materiali e la loro fragilità, nel tentativo di costruire un arcipelago di certezze.
Attualmente vive tra l’isola d’Ischia, Napoli e la Toscana.