OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | Alles ist Blatt - Ring a Ring a’Roses

Alles ist Blatt - Ring a Ring a’Roses
olio, lino
150x100

Barbara Cammarata

nato/a a Caltanissetta
residenza di lavoro/studio: Catania, ITALIA


iscritto/a dal 10 mag 2020

http://www.barbaracammarata.com/


visualizzazioni: 107

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 | Detail of Alles ist Blatt - Ring a Ring a’Roses

Detail of Alles ist Blatt - Ring a Ring a’Roses
olio, lino
150x100cm

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olio, lino

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Boots
olio, lino
40x30

Descrizione Opera / Biografia


Alles ist Blatt - Ring a Ring a’Roses, di Barbara Cammarata, olio su lino, 100x150, 2020.
”La foglia è [...] una figura metaforica del divenire della natura. Nella foglia si scopre un alternarsi ritmico di dilatazione e contrazione che, attraverso gli stessi organi, origina la diversità della forma della pianta. E’ il fenomeno [...] della Steigerung, cioè della composizione armonica di più organismi in un organismo nuovo tendenzialmente superiore”. (Goethe)
Il soggetto di Ring a Ring a’Roses non è tanto la sequenza animale quanto la circolarità, che decreta la perdità di identità e la fusione tra umano e animale. Lo spazio del cerchio antropologicamente è già luogo di protezione, circoscrizione taumaturgica che nelle conchiglie fossili del pavimento trova un piano ancestrale che trascende non solo i piani animali ma quelli organici in generale. Le danze macabre medievali erano momenti di contemplazione e gloria della vanità, cioè iscritte in quei mementi mori che vogliono la potenza delle cose divenienti (che sono sempre in circolo) abdicare a una potenza divina ed eterna. Eppure nel dipinto il piano di trascendenza è metafisico ma non religioso, ovviamente totemico ma che rimanda a una paesaggio cambriano. Lo sfondo sprovvisto di prospettiva condensa cielo e acqua, un’unica sostanza lattiginosa capace di compenetrarsi con le figure in primo piano pur acquistando nel suo carattere informe una dimensione di presenza. L’analisi del dipinto trova il vantaggio in una grammatica che attraverso il figurativo fornisce dei simboli precisi che evolvono il cerchio nella sua struttura segreta: la croce. Ai due estremi le figure rientrano nella categoria ornitologica, come se fossero testimoni, giullari e sacerdoti (tre figure che in dimensioni sapienziali sono appositamente fraintendibili e apparentemente speculari). Al centro le due teste e lievemente lacere sono quelle tipiche della cacciagione, quindi implicitamente sacrificali e perno (appunto poste al centro e cardine della circolarità) di un movimento che non è solo circolare ma è verticale (in un dipinto che salvo i movimenti impliciti tende assolutamente all’orizzontalità).
“Fluida è la stessa struttura della circolazione universale, il luogo in cui tutto entra in contatto con tutto, e arriva a mescolarsi senza perdere la forma e la sostanza proprie” (Emanuele Coccia).
Biografia
Barbara Cammarata (Caltanissetta 1977). Artista visivo, la sua esperienza si colloca all’interno di progetti professionali, artistici e didattici legati alla produzione, progettazione e promozione di differenti linguaggi dell’arte contemporanea, alla rigenerazione urbana e innovazione sociale, in particolare modo connessi all’ambito tessile. Artista e project manager di Dimora OZ, main artist di Farm Cultural Park e KaOZ, evento collaterale di Manifesta12 Palermo, direttore artistico e co-fondatore di Polline, un progetto di arte digitale. Responsabile del dipartimento “Visual and performing arts” presso l’International Summer School ‘Crossings Belmonte’ in collaborazione con la London Metropolitan University dal 2017, è direttore delle attività artistiche della Fondazione Antonio Presti Fiumara D’Arte, ha insegnato Art Direction presso L’Accademia di Belle Arti di Catania.
Come artista, ha ricevuto riconoscimenti nazionali e internazionali lavorando in ambiti multidisciplinari spaziando dall’arte tessile a quella pittorica, da quella video a quella installativa, collaborando con architetti e designer, in special modo in progetti di architettura pneumatica in cui il sapere tessile e sartoriale si intreccia alle tecniche di definizione dello spazio, della materia e delle relazioni.
Mostre
2020
MANIFESTA13, Collateral Event e ITALIAN COUNCIL
ARKAD, installation/talk/workshop
Sfere, Installation, (Manifesta 13 Collateral Event)
10/2019
Infinity Identity, installation
Dimora OZ/Collettivo OZ/BAM Biennale Arcipelago Mediterraneo curated by Andrea Cusumano and Fondazione Merz/Transeuropa Festival);
2019
▪ SYMBALLEIN, Museo del Tessuto, Prato.
▪ SYMBALLEIN, Artforms, Prato.
2018
▪ 5x5x5 MANIFESTA12, Il TRAFFICO, Funny Gummy, Magione Contemporary, Palazzo Sambuca, Palermo.
▪ VESTINO 2018, Editing The Colors, Cantieri Culturali alla Zisa, Palermo.
▪ MANIFESTA12, Collateral Event, Order Color/Color Crossing, KAOZ, Palermo.
▪ TCBL 2018 Fashion Change / New Horizons for the T&C Industry, A Protest Again Forgetting, Artforms, Prato.
▪ BIAS, Portrait of a Black Swan, Oratorio di S. Stefano Protomartire, curata da BRUNO CORA’,Palermo.
▪ BIAS, Holywater, Museo Riso, Palermo.
▪ BIAS, Holywater, Palazzo Donà Dalle Rose, Venezia.
▪ EROS, Museo Archeologico di Gela, Gela.
▪ STOMACH, A protest against forgetting, London.
2017
▪ CROSSING, A protest against forgetting, a project by London Met University and La Rivoluzione delle Seppie, Belmonte Calabro.
▪ EROS, Galleria Lo Maglio, Modica.
▪ FUORI FARM, BED, Quid Vicolo Luna, Favara.
▪ BIAS, Evento collaterale, 57.ma Esposizione Int. Biennale di Venezia