OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | Tempi Selvaggi

Tempi Selvaggi
olio su tela,
100 x 150 cm

Andrea Paolo Colombo

nato/a a Milano
residenza di lavoro/studio: Portovenere, ITALIA


iscritto/a dal 17 apr 2025

https://andreapaolocolombo.xyz/


visualizzazioni: 446

SHARE THIS

Descrizione Opera / Biografia


Tempi Selvaggi è un’indagine aperta sulla natura del potere.
Il potere non è condannato né esaltato. È osservato. Le tre tavole non offrono un giudizio, ma un campo di visione: uno spazio in cui appare nelle sue molteplici metamorfosi e distorsioni.
L’opera non formula giudizi né espone verità definitive: ciò che propone è una visione guidata, un ascolto profondo di tensioni sottili, una mappa simbolica di forze in trasformazione.
Il trittico si articola in tre momenti visivi, tre modalità con cui il potere prende forma.
La gamma cromatica dominata dai toni del verde (richiamo al visore notturno) ossida il tempo.
Il verde acido, i fondali inquieti, la teatralità dei gesti parlano di emozioni distorte, paure sotterranee, tensioni sociali.
Nel pannello sinistro, due civette (emblemi ancestrali di conoscenza) fluttuano in uno spazio sospeso, osservando. Il potere qui si manifesta come visione silenziosa, è il sapere che precede il linguaggio, che osserva senza intervenire. È un potere antico che non agisce, ma che conosce.
Nel pannello centrale, il potere si fa relazione, scontro, narrazione. Due figure con teste di corvo, vestite in abiti formali, si affrontano in un dialogo distorto. I becchi aperti, gli occhi sbarrati, i gesti sospesi evocano un conflitto che non esplode mai del tutto. La presenza di una lama sul tavolo amplifica la tensione: il potere qui si esprime come retorica esasperata. Non si tratta solo di un litigio: è il linguaggio stesso ad essere incrinato. Lo sfondo, con la figura mitica e mostruosa che ingloba un cuore umano, suggerisce una radice più profonda e arcaica della violenza: il potere come forza generativa e distruttiva insieme. La comunicazione si è fatta sopraffazione, teatro, simulacro.
Nel pannello destro, il potere si fa controllo. Un soldato osserva attraverso visori notturni con le mani strette su un fucile. Il suo sguardo non appartiene più al corpo umano: è meccanico, funzionale, disumanizzato.
Qui il potere non conosce né discute: semplicemente agisce.
Dietro di lui, una finestra mostra un atlante celeste, tentativo di imporre questa visione di controllo distorto alla natura. Qui il potere non urla, non si confronta, non ascolta: osserva e agisce secondo logiche separate, calcolate, automatizzate
Tempi Selvaggi non racconta un potere da combattere, ma lo mostra nella sua natura più complessa e inquieta: mutevole, frammentata, spesso invisibile. Non c’è denuncia esplicita, né morale. È un’opera che non si propone di giudicare, ma di far vedere, di aprire domande, e forse anche ferite. Di restituire allo sguardo la capacità di abitare l’incertezza.
BIOGRAFIA
Andrea Paolo Colombo (1987), nato e cresciuto a Milano,
ora vive e lavora a Portovenere.
Dopo aver abbandonato gli studi di economia, si forma
come fashion designer allo IED di Milano ed all’ Aalto
University di Helsinki. Comincia la sua carriera come
designer/prototipista a Londra, per poi tornare a Milano
e fondare il suo brand, Nono Leni, avventura che lo ha
impegnato per un decennio. In parallelo lavora anche
come costumista per progetti di teatrodanza e videoarte.
In questo periodo comincia un percorso di studi olistici
come ricercatore spirituale (con particolare attenzione per
l’audioterapia), studi che gli permettono di comprendere
la necessità di abbandonare le dinamiche legate al
prodotto e al consumo, per dedicarsi a una ricerca
artistica che possa andare più in profondità.
Inizia quindi a dipingere a 36 anni, da autodidatta.