OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | Webby

Webby
installazione sonora multicanale partecipativa, (pc, scheda audio, 4 amplificatori, numero variabile di speaker e cavi (min 8))
dimensioni variabili a seconda della disponibilit�

Alessandro Gambato

nato/a a Venezia
residenza di lavoro/studio: Mirano, ITALIA


iscritto/a dal 11 mag 2020


Under 35

http://alessandrogambato.it/


visualizzazioni: 86

SHARE THIS

Altre opere

 | esempio audio n1

esempio audio n1


 | esempio audio n2

esempio audio n2


Descrizione Opera / Biografia


BREVE DESCRIZIONE DELL’OPERA
Webby è un’installazione audio multicanale la cui diffusione avviene attraverso un sistema autocostruito, dotato di un numero variabile di speaker liberi e liberamente posati sul pavimento con cui il pubblico è invitato ad interagire. Dagli altoparlanti viene diffusa la parte sonora dell’opera, un brano multicanale generativo composto appositamente per le caratteristiche dell’impianto. L’algoritmo è ideato per evolversi nel tempo, non dando mai la sensazione di ripetizione identica. Anche la diffusione si evolve nel tempo, lungo la durata del brano i vari canali sono spazializzati tra gli speaker seguendo andamenti semi-casuali.
L’installazione prende il nome dalla parola “web”, letteralmente “ragnatela” proprio per la ragnatela di cavi che viene a crearsi dal posizionamento dei diversi altoparlanti sul pavimento. Si vuole in questo caso suggerire inoltre il significato di “rete”, intendendo non solo la rete fisica formata dai cablaggi necessari al funzionamento dell’opera ma anche quella sociale/umana che si viene a creare quando un largo numero di persone interagisce con gli altoparlanti e ne sperimenta i cambiamenti timbrici, generati dalle stesse interazioni.
I visitatori sono infatti incoraggiati a spostare i vari altoparlanti (prevalentemente di piccola dimensione) e a interagire con essi mediante il proprio corpo, o qualsiasi altra fonte disponibile, modificandone così il risultato timbrico. Una lista di semplici interazioni, quali “positioning”, “muting”, “filtering” (spiegate nel dettaglio nella sezione “Prassi esecutiva”) sono suggerite nella descrizione dell’opera, consultabile dai visitatori all’ingresso della stanza, questi vanno intesi come suggerimenti, altre interazioni non sono da escludere. Lo scopo è creare un ecosistema in cui i fruitori sono essi stessi gli artefici dei mutamenti L’installazione deriva inoltre il suo nome da una diffusa espressione idiomatica anglosassone in cui a “​webby​” viene attribuito il significato dell’atto sessuale svolto nei sedili posteriori di un’automobile. Webby è quindi una ragnatela di corpi, alludendo a ciò si brinda alla ritrovata possibilità di “assembramento disinibito” post pandemia. Un tributo al contatto più naturale e produttivo che l’uomo abbia a disposizione, che torna possibile nonostante le condizioni imposte in questo periodo di emergenza e che è, e sempre sarà, possibile nonostante tutte le sovrastrutture che ne creano reti di tabù e imbarazzi naturalmente inesistenti e inutili.
BIO
Alessandro Gambato è un compositore e sound designer veneziano classe ‘97, la sua ricerca si concentra negli ultimi tempi su improvvisazione libera e musica partecipativa. In passato alcuni suoi lavori sono stati eseguiti per A.Gi.Mus Venezia. Nel 2018 ha conseguito il bachelor of arts degree in audio production presso Sae Institute, conseguendo inoltre il diploma Sae in sound design for performing arts. A settembre 2018 ha partecipato, con un’installazione multimediale (“Menhir”, in collaborazione con Federico Poni), ad un’esposizione collettiva di artisti emergenti presso il Castello Visconteo di Pavia (“Errare, l’atto estetico del gioco” a cura di Andrea Tripaldi). Nel novembre 2018 propone e tiene un workshop a carattere musicale/performativo (“Objets Sonores/Sons d’Objets”) per NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, Milano; che verrà poi riproposto per “Utopia Fest” (il Festival del paesaggio, Agrigento) e per “Szene Zeigen Festival” (Laucha, DE).
Da ormai due anni propone performance elettroacustiche, con il duo “Cloudwatchers”, con cui nel gennaio 2019 ha partecipato a “In Parallel Spaces – Festival for Contemporary Music and Performance”, Leipzig; e ad agosto 2019 a “Szene Zeigen – Festival für Darstellende Künste”, Laucha. In occasione di Art Night a Venezia 2019, ha realizzato in collaborazione con Ugo Carmeni Studio un’installazione multimediale site specific, “The Stones of Venice”, per RE[s]VISION3, evento collaterale della Biennale Arte di Venezia. E’ inoltre membro fondatore del collettivo multidisciplinare Un * salta, gruppo interessato alle intersezioni tra arte e tecnologia, le nuove possibilità dei linguaggi digitali e il modo in cui questi linguaggi trasformano la società e l’ambiente circostante.
TUTTE LE INFORMAZIONI TECNICHE E GLI ESEMPI SONORI DISPONIBILI A QUESTO LINK, INSIEME ALLA DESCRIZIONE ESTESA
https://tinyurl.com/yanynrcx
Le dimensioni dell’opera sono adattabili alla stanza messa a disposizione, i cavi sono calpestabili e assolutamente non pericolosi. Sarà utile avere uno spazio dedicato (~1m x ~1m) per pc, amplificatori e scheda audio, il resto dell’impianto può essere posizionato al meglio a seconda delle disponibilità. Se per ragioni logistiche lo spazio a disposizione dell’opera fosse limitato tutti gli speaker possono essere avvicinati in una porzione della stanza, al pubblico però deve essere garantita la possibilità di spostare gli altoparlanti e di interagire con essi.