OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | ICTUS

ICTUS
acrilico/collage specchio antico,penne di merlo e piuma di angelo, tela
50x70

Alberto Loreti

nato/a a Spoleto
residenza di lavoro/studio: GORIZIA, ITALIA


iscritto/a dal 29 mag 2020


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Descrizione Opera / Biografia


Quadro eseguito al risveglio dal semicoma in ospedale a Udine dopo una ischemia cerebrale.
BREVE BIOGRAFIA E PRESENTAZIONE DI ALBERTO LORETI
”Nonostante tutte le perdite e le privazioni subite, io amo ardentemente la vita, e non riesco tuttora assolutamente a discernere se io mi stia avvicinando a terminare la mia vita, o se sia appena sul punto di cominciarla” di F.DOSTOEVSKIJ
Alberto Loreti nasce a Spoleto (PG) il 13/02/1955. A 18 anni si diploma come geometra. Intraprende gli studi di architettura a Roma che sospende causa matrimonio che fallisce dopo un anno. Segue un’esperienza carceraria di quattro anni in Spagna (dal 1978 al 1982). Rientrato in Italia senza più una famiglia di riferimento, inizia un periodo di isolamento ed emarginazione e povertà che lo condurrà nostalgicamente a rientrare in contatto con gli ex compagni di carcere che lo coinvolgono in un nuovo traffico di stupefacenti, con un finale nuovamente e tragicamente carcerario dal 1986 al 1990. All’uscita, dopo un periodo di semilibertà, in cui lavora come geometra presso uno studio della città di Spoleto, trova lavoro a Roma, come topografo in archeologia presso lo studio del famoso architetto Ezio Mitchell. Finita questa qualificante esperienza, a causa della crisi di lavoro, attraversa un lungo periodo di disoccupazione ed emarginazione sociale. La sua collaborazione con la giustizia nei fatti del 1983 (senza ottenere nessun riconoscimento come collaboratore di giustizia) per traffico di stupefacenti, attira su di lui la persecuzione dei vecchi amici ed in particolare quelli coinvolti nel traffico spagnolo. Questo lo emarginerà da tutte le amicizie (peraltro non più considerate tali) e dalla società civile con il timbro del delinquente. E’ quindi di nuovo disoccupato e nullatenente. Questa volta non si lascia demolire dagli eventi, ma con perseveranza, riesce a trovare un lavoro qualificante come capocantiere all’ospedale della città di Spoleto con una società di Roma. Si ammala di una malattia rara (porfiria) che lo rende intollerante alla luce solare e, lasciato il lavoro, sceglie di rifugiarsi presso un centro spirituale sulle montagne al confine tra le Marche e l’Umbria dove, con pratiche di meditazione, risolve momentaneamente la sua malattia. Nel 1999 conosce la sua attuale moglie, si trasferisce a Gorizia, dove trova lavoro come geometra presso una ditta, prima di Trieste, poi di Bolzano. A seguito di un ictus nell’anno 2010 rimane parzialmente paralizzato (emiplegia sinistra) che gli impedisce di proseguire il suo lavoro a Bolzano. L’esperienza del carcere e una grossa forza di volontà trasforma la malattia in un’occasione per riprendere le sue passioni, la scrittura e la pittura, facendone la sua vera cura. Nel 2011 si sposa con la compagna con cui convive da dieci anni e nello stesso anno ottiene la riabilitazione dal Tribunale di Sorveglianza di Trieste, rientrando così in possesso di tutti i suoi diritti civili, compreso il diritto di voto che gli era stato tolto nel 1983. E nonostante abbia compiuto 65 anni, persegue con forza ed intenzione il suo sogno di contribuire con il bello alla trasformazione di questa società conflittuale ed iniqua.