Descrizione Opera / Biografia
EMERGENZA OCEANI
L’opera nata nel 2014 come “PROFONDO MARE”, grazie all’intervento di legatura con corda di iuta sporcata con pigmento rosso è divenuta “EMERGENZA OCEANI”. Fa parte di una serie di opere dedicate alla salvaguardia della natura.
Vuole concentrare l’attenzione sulla necessità di una seria politica di difesa degli oceani e dell’ambiente. La plastica sta distruggendo i fondali oceanici, dove si accumula prima di essere decomposta in frammenti più piccoli che si mescolano ai sedimenti oceanici. Interi habitat e sistemi marini sono irrimediabilmente contaminati. Si stima che tra i 3 e gli 11 milioni di tonnellate di plastica si trovino attualmente su fondo dell’oceano.
Elisabetta Bosisio
Architetto, Pittrice, Scultrice - nasce a Monza (MB), dove vive e lavora, forma la sua preparazione artistica presso il Liceo Artistico di Brera ed il Politecnico di Milano, ove consegue la Laurea in Architettura.
E’ Membro della Giuria del Premio Internazionale di Poesia Città di Monza, è stata titolare di cattedra di Disegno dell’Arredamento all’IPSIA di Lissone e docente di ruolo di Grafica Pubblicitaria e Disegno del Figurino di Moda presso il Caterina da Siena di Milano ed Art Director del Lounge Bar Binario 7 - Urban Center di Monza.
Inizia la sua carriera artistica dipingendo grandi vetrate: nel vetro percepisce la perenne trasformazione della materia che cambia secondo la luce, creando effetti magici e suggestivi, trasfigura la realtà della nostra civiltà in corsa, ponendo particolare attenzione alla natura, alla storia, alle nostre radici. Abbandona, ben presto, la tecnica minuziosa della pittura su vetro, insofferente agli schemi fissi e avvia un nuovo percorso, percettivo artistico, avvicinandosi all’arte informale materica ove l’emozione prende il sopravvento e la materia viene usata in modo simbolico: il dipinto diventa un luogo dell’anima, in cui far convergere, sfogare, trasmettere, tutti i sentimenti, le gioie, il dolore.…
La necessità di esprimere il disagio del proprio tempo la porta a cercare ancora nuove forme espressive, nascono opere, in cui Elisabetta riscopre la propria anima, profondamente ecologista e percepisce il riciclo come unico riscatto di una società che inquina e deturpa la propria Terra, emblematica resterà la mostra “second life” presso l’Urban Center di Monza.
Nel 2011 il desiderio di avvicinarsi a tecniche più naturali, ecosostenibili, la porta a sperimentare l’antica tecnica dell’encausto, pittura ottenuta dalla fusione della cera d’api, resina damar e pigmenti naturali.
In essa Elisabetta avverte la magia della continua trasformazione della materia, una sorta di alchimia, attraverso il fuoco la cera diventa duttile e i pigmenti si fissano saldamente al supporto ligneo creando seriche e materiche superfici, dalle mutevoli sfumature, inalterabili nel tempo.
Parallelamente modella la creta, impara la tecnica Raku, sorprendente per gli effetti coloristici ottenuti dall’ossidazione degli smalti, progetta piccole e grandi installazioni, con la convinzione che l’artista debba essere presente al proprio tempo, veicolando, attraverso il proprio fare, i messaggi che “le stanno a cuore”.
Attualmente ha intrapreso un coinvolgente percorso contrassegnato dallo studio, dalla ricerca e dall’uso sapiente della luce, che l’ha indotta a progettare grandi installazioni interattive, ove la luce di Wood o la fiamma sono le protagoniste
Ha partecipato a numerose mostre, conseguendo consenso di critica, le sue opere sono presenti in collezioni in Italia e all’estero.
CURATELE: Alberto Moioli, Matteo Galbiati, Giorgio Gregorio Grasso, Vittorio Sgarbi, Giovanni Ronzoni, Radice Gabriele, Luigi Consonni, Carla Tocchetti, Massimo Barile, Salvatore Genovese, Bartolomeo Conciauro, Elena Ferrari, Maria Rosaria Voccia e Pasquale Cicalese, Rosella Fusi
TESTI CRITICI e ARTICOLI DI GIORNALI: Alberto Moioli, Matteo Galbiati, Carla Tocchetti, Massimo Barile, Salvatore Genovese, Antonello Sanvito, Barbara Apicella, Cristina Bartolini, Giov