Descrizione Opera / Biografia
Descrizione: Il confine identitario può essere inteso quale tappa finale di un viaggio, quello umano, in cui la costruzione del sé passa attraverso una lenta e difficile costruzione, in cui il soggetto parte dallo stato inconsapevole ed infantile, ad uno stadio adulto, caratterizzato dalla consapevolezza e dalla volontà. Nell’opera tale processo viene rappresentato mediante una mano, quella della protagonista, che si mostra nel suo aspetto più intimo (il palmo), racconta il passato e promette il futuro, futuro che rimane fuori dal ricamo che ne delinea il contorno, una separazione netta quanto labile (la linea non è continua ma tratteggiata). I ricami colorati spezzano il grigiore circostante, andandosi ad intrecciare con le “linee della vita”, che nella cultura popolare rappresentano la vita umana nelle varie fasi che questa attraversa. L’artista ne crea di nuove, le moltiplica, ne cambia i percorsi, attraverso i ricami, dona al soggetto le strade fatte e quelle solo sognate, ne celebra la partenza e ne traccia un ritorno, non ad un luogo preciso ma ad uno stato dell’animo, ad una quiete ed al silenzio dei giusti. “Prendersi cura” vuole essere dunque inteso quale accettazione dell’altro da sé, del suo percorso, riconoscimento dell’irta e tortuosa ricerca del sé. Una società che vede e riconosce l’altro, e lo legittima in quanto proprio pari, è ciò che definisce uno stato civile, in cui la diversità, la pluralità dei percorsi sono il frutto della libera scelta, riconoscendo la meraviglia insita dentro la scoperta di tutti quegli orizzonti che una sola vita non può contenere, ma che l’esperienza dell’altro può insegnare.
Biografia: Betty Salluce nasce a Matera il 20 febbraio 1992,dove frequenta il Liceo Artistico “Carlo Levi”. Nel 2014 si trasferisce a Carrara, dove frequenta il corso di Pittura all’Accademia di Belle Arti, con il docente e artista romano Gianni Dessì. Consegue la Laurea di I livello in Pittura, con una tesi sviluppata attorno al ruolo del corpo dell’artista come denuncia politica e sociale. Nel 2017 si trasferisce a Torino, affascinata dal fermento artistico della città, dove intraprende un percorso formativo presso lo studio dell’artista Paolo Grassino per poi proseguire, dal 2019, nello studio del Maestro Luigi Mainolfi. Ha inoltre affiancato l’artista Francesca Arri nella realizzazione di diverse performance, partecipando al Moving Bodies Festival nelle edizioni 2018 e 2019, presso il teatro Espace. Si è poi esibita nel 2021, sempre al fianco della Arri, nella performance “Choose Life” tenuta al Polo del ‘900 di Torino. Nel 2020 consegue Laurea di II livello in Pittura, all’Accademia Albertina di Belle Arti, sotto la supervisione dell’artista Massimo Barzagli. Nel 2024 vince il premio “cramum reti for art”, entrando permanentemente nella collezione Paneghini.
Attualmente vive e lavora a Pisa.