Descrizione Opera / Biografia
Erano le sei di sera; le sei di sera di un giorno di metà febbraio. Era buio, e si faceva la strada di ritorno dalla montagna. In macchina, la radio suonava una musica bassa, e mia madre parlava lentamente mentre io guidavo. Andavo adagio giù per i tanti tornanti che portano al paese di sotto. Ricordo quel silenzio, quella lentezza del motore e la musica dolce che usciva dalla bocca di mia madre. Faceva freddo, quel freddo invernale che sa di neve ancora prima che attecchisca al terreno, non si poteva percepire all’interno della vettura ma se attentamente si puntava lo sguardo fuori dal finestrino un brivido ti percorreva la schiena.
Come se fosse cosa prevista, come se tutte queste dinamiche dolci fossero la preparazione a quello che mi aspettava dietro la curva.
Una cerva. Una cerva maestosa e solitaria camminava lentamente in mezzo strada. Mi fermai, si fermò. La guardai e mi guardò. In quello sguardo persi la concezione del silenzio e del tempo per ritrovarmi in un tempo ed in un silenzio che apparteneva solo a quello sguardo. Una cosa di un secondo. Si voltò e continuò elegantemente la sua strada verso l’alto ed io, continuai la mia, verso il basso.
Valentina Cima (1998) Zoppè di Cadore. Ha studiato pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia; attualmente vive e lavora a Roma.