Descrizione Opera / Biografia
Ugo Romano nasce ad Erbusco (bs) Si diploma in “Decorazione ” presso l’Istituto d’Arte di Castelmassa (RO)
Dopo il diploma approfondisce le tecniche di lavorazione del vetro (vetro fusione e tecnica Tiffany) aprendo un suo laboratorio.
Attualmente lavora presso il laboratorio dell’ associazione PROGETTO TANGRAM assieme ad altri colleghi artisti in Contrada del Carmine 21(ab) Brescia dove è docente nei corsi di ceramica e vetro fusione
Assieme ad altri Creativi da cinque anni ho fondato l’associazione CARME, che da il nome all’omonimo spazio espositivo, dove cerchiamo artisti da tutto il mondo da far conoscere ed esporre, una realtà sempre più viva nel panorama culturale della città di Brescia
Mostre personali e collettive
RHA BAR Milano 2006 “Trasparenze”
Galleria DAMA Brescia 2007 “Alberi”
Fabbrica del Cioccolato Brescia 2007 “Alberi al cacao atto1 e atto2”
Le Visionaire Brescia 2009 “Alberi”
Forno Fusorio Tavernola Brescia 2011 “Alberi”
Urban Food Brescia 2013 “Per fare un Albero”
Progetto Tangram Brescia 2015 ”Parvenza”
Desaign4art Venezia 2019 ”NaMarea”
Musical Zoo Brescia 2017/18 Installazione Artistica
Piccolo Miglio Brescia 2009 “Collettiva territorio”
Libreria Bocca Milano 2010 Esposizione finalisti premio ”Segrete di Bocca ”
Passepartout Gallery Milano 2014 collettiva
Palazzo della Permanente Milano 2015 Collettiva finalisti Premio Arte 2015
Esegue i propri lavori su supporti di legno utilizzando colori a tempera, pastelli a cera, matite, vernici, polveri, fotografie rielaborate, gessi, carta e punteruoli. Altri supporti su cui lavora sono la carta il cartone, le carte da tappezzeria e la ceramica.
Sono sagome, create utilizzando carta riciclata, strati sovrapposti e assemblati con colla vinilica, l’ultimo strato è un dipinto originale
Il dipinto originale attinge da un alfabeto di segni e di colori, spesso inserisco nei lavori parole che evocano emozioni personali, senza che tutto ciò sia troppo evidente.
Ogni forma è unica, le piegature trasformano il dipinto originale in un’opera a tuttotondo, che diventa materia da manipolate, cerco di far percepire l’atto trasformatore delle mani.
Mi interessa la rappresentazione, l’equilibrio che si manifesta nell’accostamento, la forza e l’urgenza dell’insieme, come a teatro dove vari elementi concorrono a suscitare emozioni.
L’opera che presento, un’istallazione dal nome POI ci sono due sagome, due singoli distinti, che potrebbero esistere anche singolarmente, come due amanti o due amici, che stanno cercando a fatica il loro equilibrio.