Descrizione Opera / Biografia
Autoritratto (2020)
Questo allestimento contiene una forte carica identitaria dell’artista e nasce da un profondo desiderio di riscoprire sé stessi attraverso il passato e il presente.
L’artista rispolvera un bucranio, suo ricordo di infanzia raccolto dalla natura e dipinto, e sente l’esigenza di rielaborarne il significato.
Il bucranio viene collocato sul terrazzo condominiale della casa natale dell’artista e fotografato.
Successivamente, una riproduzione ad olio alterata di questa foto viene inglobata in una fine lastra di resina trasparente che ne evita il deterioramento. Il dipinto reagisce al clima piegandosi al caldo e irrigidendosi al freddo.
Il dipinto è stato aggiunto alla composizione della foto precedente e vengono scattate altre foto.
Cambiando più volte le posizioni del bucranio e della sua riproduzione all’interno del terrazzo, sperimenta una sorta di ‘gioco’ tra le parti dell’opera, rendendo possibile la costruzione di una storia mescolando tra loro le immagini, come fossero carte da gioco.
Le diverse collocazioni dell’opera includono, oltre al terrazzo stesso, anche elementi esterni in esso collocati, motivo per il quale sarebbe impossibile riprodurne la forma in un altro luogo.
Questa opera è pensata perché non possa essere contenuta all’interno di una singola immagine, ma di poter essere invece osservata attraverso la molteplicità delle sue versioni.
(nella foto caricata sono presenti tutti gli elementi dell’opera nella prima foto realizzata dell’allestimento)
Statement e biografia
Riccardo Mataloni è nato a Roma nel 1995, dove attualmente vive e lavora.
La sua pratica artistica coinvolge l’uso di diversi materiali e predilige il riuso di oggetti di recupero.
Con i suoi interventi, l’artista si pone l’obiettivo di fornire una nuova identità a del materiale di risulta, rielaborandolo sottoforma di presenze paradossali con cui entrare in contatto. Usa spesso parti grezze di oggetti di scarto e lavora intorno alla loro imperfezione, cercando di completare e rinnovare il loro aspetto senza celarne gli aspetti grezzi originari.
Questa attitudine ha lo scopo di svelare aspetti nascosti della materia di scarto, permettendo di farne notare ed emergere la nobiltà.
Nel processo creativo, partendo da oggetti usurati e dai toni spesso grigi, l’uso di colori vivaci mira a fornire informazioni che completano o de-strutturano il significato di un’opera.
Ciò che lo spinge a rielaborare un oggetto anziché un altro è una esigenza emotiva e immediata di completarne la forma attraverso l’uso di più tecniche: l’ispirazione lo porta a provare sempre nuove soluzioni e nuovi materiali, facendo diventare la sua una pratica eterogenea.
Lavorando su materiali non replicabili, l’intento artistico mi porta ad una produzione in certe fasi istintiva e ,a tratti, primitiva, da osservare per la sua piccola bellezza ‘imperfetta’.
Riccardo Mataloni sviluppa sin dall’infanzia un interesse per il disegno e la pittura. Durante il suo percorso presso l’Accademia di Belle Arti trasforma il suo interesse per le due dimensioni in sculture, installazioni e performance.
Nel 2017 espone la sua prima performance presso Spazio V.AR.CO de L’Aquila il giorno 16 giugno 2017, in occasione dell’evento Variazioni sulla Durata, a cura di Italo Zuffi, Margherita Morgantin e Maurizio Coccia.
Dal 2018 al 2022 lavora come assistente dell’artista e architetto Luca Ximenes nella produzione di opere su commissione, interventi di rigenerazione urbana e riqualifica delle periferie.
Nel 2019 forma un collettivo per realizzare una installazione multimediale esposta dal 7 al 15 giugno presso la galleria Embrice 2030 in Via delle Sette Chiese 78 di Roma nell’ambito di curatore e direttore artistico della mostra Mare Nostrum: People Before Borders. La mostra viene riproposta, in versione riveduta, il 12 luglio 2019 in occasione del festival Ti Porto con Me presso Giardini di Castel Sant’Angelo di Roma.
Nel 2022 trascorre un soggiorno eramus presso Madrid della durata di 6 mesi durante il quale realizza sculture di più grandi dimensioni e familiarizza con l’uso di nuovi materiali, tra cui la pietra.
Nei giorni 22, 23, 29, 30 luglio 2022, ha esposto una serie di lavori personali in un antico laboratorio nel quartiere medievale della città di Artena, in una mostra a cura di Impact Art, durante un evento promosso dall’associazione culturale LiveArtena.
Nel 2023 termina il suo percorso presso L’Accademia di Belle Arti di Bologna con indirizzo scultura coordinato da Davide Rivalta.