Descrizione Opera / Biografia
Viscus è una riproduzione di intestini in tessuto dipinto con disinfettanti per ferite, scaduti o presenti in casa, che l’artista ha accumulato grazie a sua madre, che lavora in una RSA. I tessuti sono stati successivamente imbottiti su un supporto in compensato.
Così l’artista parte dall’idea di frammentazione di un corpo, sia esteriore che interiore, e pone il quesito: “[…] aprire un corpo non significa sfigurarlo, infrangere tutta la sua armonia? Non vuol dire riprodurre una ferita e far così irrompere l’informe, che il bell’ordine strutturale non riuscirà a dominare finché carni, masse o brandelli senza forma vi resteranno uniti?” (G. Didi-Huberman). L’intestino e più in generale le interiora sono considerate da sempre una parte dell’uomo da tenere “nascosta”, poiché fonte di disgusto. Perciò il lavoro è un tentativo di trovare un equilibrio attraverso il conflitto tra attrazione-repulsione.
Michela Alamprese (San Benedetto del Tronto, 2001). Vive e lavora a Roma, dove frequenta NABA, Nuova Accademia di Belle Arti. La sua ricerca parte dalla pittura astratta che applica ad altre tecniche, come la scultura o la fotografia. Attraverso la sperimentazione di materiali di diversa natura, che interagiscono tra loro, crea immagini e forme. I temi ricorrenti nel suo lavoro sono la magia, i processi alchemici e la frammentazione del corpo umano.