OPERA IN CONCORSO | Sezione Video

 | green_performance #06 [svuotare il mare]

green_performance #06 [svuotare il mare]
videoproiezione-schermo
12:31

Matteo Costanzo

nato/a a Roma
residenza di lavoro/studio: Pesaro, ITALIA


iscritto/a dal 18 mag 2023

http://linktr.ee/matteocostanzo_


visualizzazioni: 409

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Descrizione Opera / Biografia


green_performance #06 [svuotare il mare] è stata realizzata attraverso un crowdfunding avviato sulla piattaforma Kickstarter. L’atto è il tentativo di svuotare il mare tra l’Africa e Lampedusa, avvalendosi solo di una bacinella per il bucato da 50 litri. Per la sua realizzazione l’artista si è recato sull’isola divenuto luogo simbolo della narrazione sulla migrazione contemporanea. Il tentativo fallimentare e impossibile del gesto di svuotare il mare, stimola una serie di domande sul tema quanto mai urgente ed esistenziale della migrazione mentre cortocircuita il canovaccio classico del discorso unico globale. Assume un valore simbolico, apotropaico e ridicolo. L’apologia del fallimento, tema che lega tutta la serie delle green_performance e l’intera architettura concettuale dell’artista, in quest’occasione, diviene il fallimento di svuotare il mare. Lo stesso atto sovversivo di Sisifo, che pur nell’impossibilità di riuscire, è catarticamente soddisfatto del continuare in scherno agli dei persecutori. Il pubblico grazie alla raccolta fondi ha partecipato effettivamente alla realizzazione del dispositivo, scegliendo di essere finanziatore ma anche collezionista attraverso lo sblocco di alcune ricompense, sottoscrivendone quindi urgenza e necessità.
Vestendo un abito aderente totalmente verde, rendendo invisibile la sua identità, partecipando a una manifestazione di “invisibili” o – in un altro contesto – sostituendosi all’Amleto Beniano o personificando la scena finale della Dolce vita di Fellini con Mastroianni come protagonista, il nostro invisibile eroe compie gesti comuni o appartenenti alla storia del cinema, con la stessa partecipazione, la medesima enfasi, annullando totalmente la separazione tra arte e vita. Lo stesso ha fatto nelle ultimissime settimane con Svuotare il mare, un lavoro complesso andato in scena in un posto sintomatico della storia contemporanea: Lampedusa. Concepito grazie al sostegno di un crowfunding su Kickstarter. “Durante la performance l’antieroe verde cerca invano di svuotare il mare come un contemporaneo Sisifo, servendosi soltanto della sua fatica e
di una bacinella per il bucato da 50 litri. L’atto, assume un valore simbolico, apotropaico e ridicolo, sottolinea non solo l’urgenza e l’immanenza di iniziare a fare qualcosa (qualsiasi cosa) ma allo stesso tempo la sottovalutazione del disastro e l’oscuramento da parte della comunicazione contemporanea”.
dal testo di Lorenzo Madaro
BIO
Matteo Costanzo (Roma, 1985; vive e lavora tra Roma e Pesaro).
Nel 2016 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Urbino, dove consegue anche il master nel2018. Nello stesso anno vince l’illustre Premio Salvi, alla sua 68^edizione. Nel biennio successivo partecipa alle residenze artistiche: “BoCs Art” a cura di Giacinto di Pietrantonio, “VIR Viafarini” curata da Giulio Verago e ”RAMO” con la supervisione di Giuliana Benassi. Nel 2021 viene selezionato come finalista al “Premio Francesco Fabbri per le arti contemporanee” a cura di Carlo Sala. La ricerca di Costanzo si muove tra digitale/performance e installazioni e si fonda sui concetti di immagine, taglio, e dispositivo ibrido. Il suo lavoro è focalizzato soprattutto sulla sperimentazione e sulla ricerca linguistico/semiotica, attraverso comunicazione, visione e rigenerazione. L’obiettivo resta sempre la provocazione, per l’artista è necessario stimolare domande che ribaltino le zone di comfort che avvolgono l’individuo nella società. I materiali che utilizza sono gli oggetti o i media che hanno perso il loro significato o la funzione originaria di consumo. I risultati prodotti possono spaziare tra collage, performance, sculture, videomaking e photoediting, fino alla pittura che l’artista definisce «postprodotta». Artista eclettico, rabdomante instancabile, alla ricerca di verità e sensibilizzazione, di recente ha realizzato #6 Svuotare il mare nell’isola di Lampedusa, una performance in cui, mettendo in scena l’atto paradossale e nonsense, si concentra sulla denuncia di un dramma quotidiano. Entra a pieno diritto nel programma di ricerca Panorama, per Quadriennale di Roma 22, con una studio visit a cura di Marco Trulli. Dal 2022 è tra i fondatori del programma estetico indipendente OMAR. Dello stesso anno la mostra ”Nessuno è padre ad un altro”; presso il TOMAV, Moresco (FM) a cura di Lorenzo Madaro. Nel 2023 partecipa alle collettive ”PRESENTI” per il trentennale di Palazzo Lucarini Contemporary e ”Riportando tutto a casa” organizzata da Contemporary Cluster nel Museo delle Navi Romane di Nemi.