Descrizione Opera / Biografia
BIOGRAFIA
Nasco a L’Aquila nel 1983, mostro la mia propensione per l’arte fin da bambina. Nei salotti di un mio zio antiquario venivo rapita dalle opere per ore, mantengo vivido nel mio cuore questo pensiero, piccina piccina mi rivedo lì, immobile, rapita dalle grandiose tele del 600. Ma la mia creatività si incontra e si scontra con la parallela formazione scientifica. Mi laureo infatti in Ingegneria, e inizio un percorso di artista-ingegnere che mi porta presto ad un bivio. Il mio trasferimento a Roma, nel 2012, segna un grande cambiamento. La continua lotta tra sogno e logica mi induce a condurre una vita energica, segnata da una costante metamorfosi, rafforzata dall’incontro con il presidente della Fondazione Giorgio ed Isa De Chirico, Prof. Paolo Picozza, con il quale, nel dicembre 2016, organizzo la mia prima mostra personale presso la sede della Fondazione di via dei Tre Orologi. Decido da lì in poi di dedicarmi completamente alla mia passione più profonda: l’arte. Altro angelo incontrato nel mio cammino è Marina Mattei, curatrice archeologa dei Musei Capitolini, figura che diventa presto per me mentore nonché amica. Nel 2017 inizio a vivere tra Roma e Salerno, alternando l’energia della Costiera Amalfitana alla potente carica di Roma. Da allora inizio a partecipare a mostre per aprirmi al confronto con gli artisti e all’incontro costante con il pubblico, accogliendo sfide diverse per forma e contenuto. Ho esposto a Roma, Palermo, Genova, Torino, Milano, L’Aquila, Poltu Quatu, Porto Rotondo, Mantova, La Spezia, Firenze, Parigi, Bruges, Barcellona, Venezia. Mi sposto nuovamente su L’Aquila nel 2019 , lì ho il piacere di collaborare con il maestro Raimondo Tiberio, avvicinandomi così al mondo della scultura. In piena pandemia, nell’aprile del 2020 mi trasferisco in Sardegna, dove vivo tutt’ora, l’energia di questi territori è così intensa da permettere di avvicinarmi a qualcosa di più materico, alle corde dei miei dipinti accosto istallazioni di cime nautiche, così la mia prima scultura tessile, vince in agosto il primo premio della IV edizione “Le Quai Des Artistes” a Porto Rotondo, fortemente voluta dal Conte Luigi Doná dalle Rose con la sua fondazione. Di lì in poi continuo lavorare sul capitolo di opere relativo alle sculture tessili, realizzate con cime nautiche dismesse, opere d’arte che siano portavoce dell’amore per il nostro pianeta, focalizzando così l’attenzione sulla tematica ambientale, cercando di coinvolgere il più possibile il pubblico, le organizzazioni e gli enti che in qualche modo possano contribuire a salvaguardare quanto abbiamo di più prezioso: la Terra, la nostra casa.
DESCRIZIONE OPERA
In questa opera centrale è il rapporto tra l’individuo e l’universo.
L’individuo appare, in questa fase, completamente composto da corde.
Cime che rappresentano i condizionamenti della società, ma anche i sogni, i percorsi.
Cime che, nel bene e nel male, rappresentano la natura dell’essere, che sono parte dello stesso ed al contempo appartengono all’universo.
Nel capitolo di opere “Annodato” pongo l’accento sulla complessità dell’essere umano fatta dalla stratificazione di codici genetici, morali e culturali.
Faccio riferimento alla duplice natura di tutti quei vincoli che l’essere umano sperimenta nel corso della sua esistenza, arrivando ad un discorso storico che ripercorre l’intero cammino dell’uomo, dalle sue origini ad oggi.
La cima come simbolo dei legami che sono parte dell’esistenza di ogni persona.
Legami come i vincoli individuali, ma anche come l’insieme delle sovrastrutture che portano le scelte dell’individuo ad essere continuamente ed inevitabilmente condizionate dal luogo, dal periodo storico, dalla cultura e dalla religione. Averne coscienza o meno determina il loro valore all’interno dell’esperienza di ognuno.
L’intreccio di nodi come la rappresentazione “dell’Io” di ogni individuo che si ricollega al ”Tutto”.
Il Tutto che si rintraccia a livello formale nell’elemento ”cima” che può essere descritta con la spirale, una delle forme geometriche più diffuse in natura.
La spirale come struttura onnipresente; dalle molecola del DNA, ai fiori, alle conchiglie, alle galassie, è un elemento che diventa legge della terra e del cosmo, del mondo microscopico e del mondo macroscopico, l’elemento di congiunzione con l’universo.
Il Tutto è composto dalla stessa materia, il Tutto è correlato, il Tutto è connessione, è legame.
La scultura in posizione inginocchiata scruta l’orizzonte connotato dal blue diventando, per un momento infinito, parte del Tutto e non al centro di Tutto, è forse giunto il momento della catarsi?