Descrizione Opera / Biografia
GUIDO BOTTAZZO
Guido Bottazzo nasce a Padova nel 1977 e si avvicina alla pittura in giovane età seguendo le orme dello zio Flaviano Bottazzo, un paesaggista locale. Si laurea in architettura nel 2003 allo IUAV di Venezia e successivamente studia design dell’automobile frequentando l’Art Center college of Design di Pasadena.
Dal 2006 si occupa di product design lavorando per molte realtà italiane ed estere che lo porteranno poi nel 2016 a ottenere una cattedra come insegnante di disegno industriale presso SCAD negli USA dove insegna fino all’estate 2022.
Nel 2023 è vincitore del RedDot design e del IF design award con Bianchi bicycles.
Dal 2011 si avvicina con decisione alla pittura, ed inizia un personale percorso di ricerca artistica che se da un lato nasce per liberarlo dalle catene dell’approccio necessario nel mondo del disegno industriale allo stesso tempo ne è fortemente contaminato geometricamente e nei contenuti.
Nel 2013 è finalista al premio Arte Laguna a Venezia con ”La casa sull’albero”.
Nel 2021 è finalista al premio YICCA con ”Electric Blue”.
Dal 2022 frequenta l’accademia di belle arti di Venezia.
Mostre personali:
”Italian Bites”, UAE 2013.
”Tuffi Fantastici”, Mestre, Venezia 2016.
”Visioni”, Vicenza,2021.
”A day with the artist”, Savannah - USA, 2022.
”Visions in Venice”, Venezia, 2022.
Da sempre affascinato dalle capacità ingegneristiche dell’uomo e dalla misteriosa relazione tra creato e matematica Guido Bottazzo racconta oggi i paradossi ed i lati oscuri del Green New Deal con uno stile visionario.
LA VITA 1.
La Vita 1 è un’opera pittorica realizzata nella primavera del 2023 a Venezia nello spazio in Giudecca riservatogli dall’Accadeamia di belle arti di Venezia.
Essa racconta il misterioso ciclo della vita dove il legame tra natura e numeri è evidente nella sezione aurea di Fibonacci la quale genera un pattern grafico a forma di spirale presente in molte manifestazioni naturali e antropomorfe.
La spirale di Fibonacci diventa qui ispirazione e filo conduttore dello sviluppo di quest’opera nella quale viene raffigurata la vita come un ciclo continuo composto di varie fasi associate ad altrettante componenti.
In alto a sinistra vediamo l’energia cosmica proveniente dal sole, successivamente immagazzinata e convertita in energia solare da un sistema di panelli fotovoltaici. L’energia così prodotta mette in funzione una macchina alchemica che trasforma suoni, vibrazioni, odori, e particelle sensoriali in latte di vita che verrà poi pompato all’interno di una grande mammella.
Da questa si nutrirà l’infante simbolo di creazione vitale dal quale scaturiranno tutte le varie forme di vita sulla terra in forma ci cicli vitali destinati poi a trasformarsi in spazzatura cosmica al termine di ogni rispettivo ciclo.
La spazzatura viene poi riciclata dalla macchina alchemica creando un ciclo perenne e legato ai numeri.
L’intera opera è poi ricoperta da una serie di nastri semitrasparenti che creano una velatura che vuole creare un distacco tra osservatore ed immagine con il fine di enfatizzare la necessità di un percorso di ricerca approfondito che ognuno di noi deve fare per accedere alla conoscenza e alla consapevolezza.