Descrizione Opera / Biografia
Qwerty è una scultura unica nel suo genere, composta da cemento armato e tasti di computer di prima generazione. Pensata in periodo accademico, trova la sua realizzazione e massima espressione, nel
concetto e nella forma, nel 2020, in piena pandemia durante la reclusione forzata del lookdown.
Le restrizioni conseguenti ai Dpcm di contenimento del Virus Covid 19, in piena emergenza, hanno trasmesso a tutta l’umanità il terrore del contatto fisico che tuttora persiste mutando in una vera e propria
fobia. L’idea di inserire i tasti nella superficie più tangibile della scultura nasce proprio dall’esigenza dell’artista di evidenziare l’uso/abuso dei mezzi digitali impiegati nella vita quotidiana della società come linea di contatto tra le persone. I tasti, infatti, simboleggiano l’unica forma di contatto consentita dalla legge e dall’opinione pubblica che ha permesso alle persone di mantenere in certi casi una dignità ed una normalità oramai lesa dal distacco fisico. Ecco che i tasti si sostituiscono alla pelle, al calore ed alla
morbidezza delle carni. La scultura invita il pubblico ad essere toccata proprio per stimolare una riflessione su quanto sia diventata familiare la superficie artificiale della tastiera da computer intesa come surrogato della pelle umana. La seconda riflessione che ne consegue e che però non trova termine con la fine dell’emergenza, ma anzi è più che mai attuale, riguarda la digitalizzazione delle emozioni, della spiritualità, della condivisione e, termine molto usato in ambito digitale/social nonchè snaturato della sua importanza,
della “conversazione”. Tutto oramai sembra nelle” mani” dei mezzi digitali, non più mezzo ma fine.