OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | Life is your creation

Life is your creation
acrilico e olio su tela,
200x200 cm

Daniele Sciacca

nato/a a Chieti
residenza di lavoro/studio: Roma, ITALIA


iscritto/a dal 05 mag 2023


Under 35

https://drive.google.com/file/d/1uqukgp3zijidrhexyv3yafzn6wf_3702/view?usp=sharing


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Descrizione Opera / Biografia


Nato a Chieti, il 30 luglio del 1994, si diploma al liceo scientifico Leonardo Da Vinci, Pescara. Si inscrive nel 2014 al corso di scultura della RUFA (Rome University of Fine Arts). Ha realizzato un tirocinio formativo come assistente di Giacomo Tringali a Monteleone Sabino. Nel 2016 partecipa al programma erasmus nell’università UPV/EHU di Bilbao e nel 2017 espone la personale “HOW TO MAKE IT” presso la fondazione BilbaoArte. Partecipa alla mostra collettiva Chrome Anatomy all’interno della mostra The Body Worlds nel 2015. Sempre nel 2015 partecipa alla mostra Torgiano Confluenza d’arte a Torgiano; nel 2016 alla mostra collettiva Atelier Lariana. Nel 2017 riceve il primo premio nel concorso Arti e Mestieri di Suzzara nella categoria giovani, organizza e cura una mostra personale all’interno del centro artistico Bilbao Arte.
Nel 2018 entra a far parte dell’artist-run space Romano Spazio In Situ, attualmente composto da undici membri.
Dal 2019 il lavoro di Sciacca prende parte a numeorse esposizioni, come a Spazio In Situ (Rome) “out of space” [2019], From Tor Bella With Love [2019], FUORI GRA [2019] “IPERSITU” a cura di Daniela Cotimbo [2021].
Nel 2019 espone la performance “Paid to do nothing” presso MACRO in occasione di MACRO Asilo e prende parte alla serie espositiva “Spazio In Situ X Una Vetrina” con il contributo “Hidden Show”.
Nel 2021 partecipa alla collettiva “Made In Italy” presso lo spazio indipendente Svizzero TILT (Renens).
Daniele Sciacca fonda il suo progetto artistico sull’osservazione ironica della contemporaneità. Partendo dagli elementi dello svago condiviso, del culto
collettivo e dello stereotipo culturale, l’artista si interroga sulla funzione dell’arte e ne reinterpreta i presupposti per la creazione di un collegamento con il reale. Il banale acquista un ruolo determinante nel mediare il rapporto impersonale, possibile solo nella condivisione di un elemento comune, che funge quindi da intermediario attivo. Le urla dei litigi che corrono tra i cortili della periferia urbana, Il rimbombo delle casse che emettono hit globalmente riconosciute, i gommoni colorati su cui rimbalzavamo da bambini: sono tutti elementi del reale che si immettono nella memoria collettiva, plasmandola.
Il motociclista che prende il volo con il suo mezzo richiama al sogno primordiale di resistere al tempo, sfiorare l’infinità con una presa di posizione sul vero.
La funzione artistica, in questo contesto, è quella di un osservatore che non agisce, che si serve della banalità per imprimere un suo segno tramite il lavoro altrui. Tutti si legittimano attraverso il fare artistico e poi vi si identificano, con un esito drammaticamente comico.
Con il minimo sforzo, l’artista riesce ad adempiere al suo ruolo usando degli intermediari presi dal banale stesso. In prima persona presiede alla rappresentazione artistica come spettatore assicurato, pagato per osservare le percezioni altrui da seduto. Questa poetica si condensa in un uso di tele grandi come deliri d’onnipotenza,
su cui si aggrappano colori ipersaturi o che rimandano al torpore infantile, ai toni eccentrici del sogno.
Link utili:
portfolio: https://drive.google.com/file/d/1UQUKGP3zijIDRhExyv3yaFZN6Wf_3702/view?usp=sharing
ig: https://instagram.com/sciakki_schick?igshid=YmMyMTA2M2Y=

La tela fa parte di una serie intitolata Life is your creation, titolo ripreso ironicamente dal testo della nota canzone cult degli Aqua, Barbie Girl.
Il dipinto mette in scena un mondo idealizzato grazie anche all’uso dei colori, falsati rispetto a quelli reali. Un mondo che sembra poter esistere, infatti, solo nella nostra immaginazione e per questo libero di mutare ed espandersi a nostro piacimento.
Il concetto è molto simile all’azione instancabile dei bambini di inventare storie incredibili con personaggi assurdi o le costruzioni futuristiche delle città fatte con i lego.
L’opera agisce quasi come strumento nostalgico, intende conservare quell’illusione di un età perduta e di fantasie che facciamo fatica a lasciare andare.