Descrizione Opera / Biografia
“Da qualche parte ho letto che un eremita, che guardava senza pregare la sua clessidra da preghiere, intese rumori che straziavano le orecchie. Nella clessidra egli aveva udito improvvisamente la catastrofe del tempo. Il tic-tac dei nostri orologi è così grossolano, così meccanicamente irregolare che non possediamo più orecchie abbastanza fini per poter sentire lo scorrere del tempo”.
G. Bachelard
La famosa frase di S. Agostino: “io so cos’è il tempo, ma quando me lo chiedono non so spiegarlo” rappresenta bene la difficoltà di capirne lo scorrere.
Nella fotografia è chiara la volontà di immortalare qualcosa che è impossibile fermare. Ogni fotografia è un memento mori e fare fotografie vuol dire partecipare alla vulnerabilità e alla mortalità, isolando un momento e attestando la finitudine dell’uomo.
In queste immagini d’archivio, acquisite con uno scanner, tento di rappresentare il fluire del tempo. Sono immagini di famiglia appartenenti ad un archivio che mi è stato regalato. Con un consapevole movimento dello scanner acquisiscono nuove forme nelle quali si crea un’immagine completamente nuova.
I ritratti e il paesaggio ne escono trasformati, i volti diventano fluidi e in divenire dentro un tempo ciclico che si ripete. Esattamente come succede alla fotografia originale che è stata mossa e fatta tornare indietro sulla parete dello scanner.
Così nel lavoro l’immagine acquista nuovi significati e partecipa all’idea di rappresentare solo una parte del reale e che delle fotografie, in fin dei conti, bisogna sempre dubitare.
“Perchè le immagini ci tocchino veramente” afferma Didi-Hubermann “bisogna che non siano più quella rassicurante farmacia che la bellezza falsamente promette. Perchè le immagini ci divorino, bisogna che noi le guardiamo come guarderemo uno sciame di mosche che si avvicina: un ronzio visivo che circonda la nostra stessa vocazione a decomporci”.
Claudia Corrent (Bolzano 1980 vive e lavora Venezia e Bolzano) è laureata in Filosofia dei linguaggi della modernità con una tesi di estetica sul rapporto tra filosofia e fotografia del paesaggio. Dal 2013 è membro del consiglio artistico di foto-forum (Bz) e di Weigh Station (BZ)
Nel 2015 vince una residenza d’artista presso Camera Torino e frequenta presso Fabrica un Masterclass di arti visive. Nel 2018 vince il concorso “Debut” in Lituania ed è finalista del Premio Fabbri. Nel 2019 vince il Premio artisti della Provincia autonoma di Bolzano, il premio Riaperture il Capalbiofotofestival, è finalista al Combat Prize.
Insegna fotografia in istituzioni e musei (Mart, Palazzo Grassi, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, festival della Mente di Sarzana, Scuola internazionale di grafica di Venezia).
Lavora nell’editoria e ha collaborato con Repubblica, Der Spiegel, Art, Courrier International, Die Zeit.
L’attività espositiva comprende mostre personali e collettive presso l’Istituto di cultura di New York e S. Francisco, il Maxxi di Roma, il circolo del design di Torino, il Festival internazionale di Roma, la Biennale di fotografia femminile di Mantova, Camera a Torino.
La sua ricerca si concentra sul paesaggio e il concetto di mindscapes, sugli archivi privati e l’immaginario collettivo.
nel 2022 nella collezione Museion.
Alcune sue opere sono state acquisite dalla Fondazione Cassa di Risparmio, dalla Collezione Provincia Autonoma di Bolzano e nel 2022 le opere del progetto “Neanche il futuro è più quello di una volta” entrano nella collezione Museion.