Descrizione Opera / Biografia
”Histoire de ma fausse couche” (Storia del mio aborto spontaneo) raccoglie, con cadenza temporale, tutte le immagini afferenti alla maternità e alla gravidanza che sono state pubblicate sul mio feed di Instagram. Attraverso una tecnica di riassemblaggio delle immagini provenienti dal mio dispositivo mobile, creo una nuova immagine utilizzando il concetto di ”fausse couche” (letteralmente, ”falso strato”), manipolato ed esagerato attraverso una sovrapposizione fisica e simbolica di immagini private rese pubbliche. Le immagini sono montate su pannelli luminosi, mantenendo la loro opacità nella stampa ma nutrendosi di una luce che impedisce loro di passare inosservate, ricreando così, oltre a un’installazione costrittiva per chi guarda, un’imitazione iperbolica dei nostri schermi e della nostra vita digitale.
Durante un momento doloroso (di qualsiasi tipo) o nella nostra vita quotidiana, facciamo scorrere continuamente le immagini di ciò che leggiamo come la felicità degli altri. In questo modo nutriamo l’algoritmo che ce ne propone sempre di più, aumentando il disagio. Secondo questo approccio, leggo ”Histoire de ma fausse couche” come una materializzazione visiva di ogni tipo di frustrazione. Il numero di immagini che ho raccolto, in un certo intervallo di tempo e secondo un protocollo, varia a seconda dei tempi morti, del mio umore, dell’uso del telefono. In un modo o nell’altro, divento l’autore della mia tortura. Le immagini ottenute sono ipnotiche, confuse, spesso con sfumature che ricordano il colore della pelle o delle stanze dei bambini; cambiano temperatura a seconda della stagione o dell’età dei bambini, e tutto ciò che resta è un’astrazione che lascia intravedere frammenti di parole, ciglia, mani: nulla è davvero leggibile. Tutto diventa la trasposizione enigmatica di un dolore privato che si confronta con una gioia pubblica.
Arianna Sanesi è un’artista italiana che vive e lavora a Parigi.
Autrice appassionata di storie da raccontare, dirige la ricerca verso soggetti spesso invisibili, nascosti, difficilmente definibili e costruisce un racconto che li evoca con l’aiuto di immagini, tracce, parole.
Attualmente sta lavorando a diversi progetti personali e ha creato con il suo collega Francesca Loprieno Lo spirito della scala, un binomio artistico che si occupa di creazione, edizione e progetti pedagogici.
Nel 2021 il libro ”Les crimes passionnels n’existent pas” , co-firmato con gli storici Lydie Bodiou e Frederic Chauvaud è apparso presso la casa editrice D’une rive à l’autre, ed è finalista del Prix Nadar e vincitore del Prix Hip section societé.
Nel 2022 è finalista del premio Fabbri.
In Italia è rappresentata da RedLab Gallery, Milano.