Descrizione Opera / Biografia
«Fare dell’ombra il vero. Il dualismo metafisico si frantuma: l’ombra non è il contrario della luce ma il suo stesso sangue, è il sangue l’infanzia della pittura».
Attraverso le parole dell’artista Claudio Parmiggiani assorbo la poetica dell’ombra a dispetto di tutto ciò che invece vuole essere costantemente messo in mostra o ostentato.
C’è un’intenzione comune a Parmiggiani di operare in ”negativo”, invertendo il rapporto tra luce e ombra. Questo rapporto è entrato a far parte del mio vocabolario artistico. Nell’accezione di voler dar luce a tutto quello che resta nell’ombra, di estrarre tutti quegli elementi che rimangono celati, in profondità.
Le candele rivelano tutto ciò che è nella loro immagine, il bruciare della tela che viene riportata al bianco della sua natura attraverso le gocciolature della cera. I decori si mescolano allo sfondo scuro, alle macchie, alle bruciature, alla ferita che il Lampadario vuole emanare, vuol rendere visibile. Un’ombra bianca.
La sorgente luminosa diventa un’ombra eterna, nel mio lavoro l’ombra diventa luce.
L’opera fa parte di una serie composta da quattro tele nelle quali ho approfondito anche temi come “tempo” e il dualismo “assenza-presenza”. Queste tematiche sono state da me affrontate in differente maniera anche sul supporto fotografico, ottenendo quelle che io definisco “bruciature”. Un archivio di immagini e istantanee di luoghi a me cari, nei quali l’assenza viene animata dallo sguardo in una presenza. La ferita del tempo si materializza.
Anna Cannella nasce a Putignano (BA) il 28 maggio 1995. Cresce a Martina Franca dove vi frequenta il Liceo Artistico. In quegli anni inizia ad avvicinarsi alla pittura, partecipando a corsi e mostre collettive. Nel 2014 inizia il percorso di studi presso L’Accademia delle Belle Arti di Firenze con indirizzo Pittura, nel quale si diplomerà. Nel 2020 partecipa alla fiera ArteGenova. In seguito concluderà il percorso con il Biennio In Metodologie della pittura col massimo dei voti nel 2022.