OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | Laura

Laura
olio su lino, olio su lino
120 x 120 cm

Sophie Westerlind

nato/a a Stoccolma
residenza di lavoro/studio: Venezia, ITALIA


iscritto/a dal 15 mar 2021

https://sophiewesterlind.co.uk/


visualizzazioni: 583

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Descrizione Opera / Biografia


’Dipingere un ritratto dal vivo’ significa per me interpretare l’espressione personale di qualcuno e il suo modo d’essere durante la seduta in studio più che catturarne le sembianze.
I miei modelli sono amici, parenti e conoscenti. La seduta è una collaborazione. Decidiamo assieme le pose e le composizioni.
Per il ritratto di Laura, avevamo deciso di adottare la posa sdraiata qualche giorno prima. Avevo preparato lo spazio prima che arrivasse, sistemando in un angolo della stanza dei cuscini, un materasso, un calorifero e un caldo piumino.
Trovo che ognuno abbia un modo del tutto originale di appropriarsi dello spazio durante la seduta. È come se quello spazio specifico diventasse all’improvviso un’estensione della personalità del soggetto, che se ne ‘appropria’ istantaneamente attraverso il suo modo di essere presente.
Non appena Laura si è addentrata tra il mucchio di cuscini e coperte sul materasso per terra, ha subito creato la composizione appropriandosi dello spazio. Si è distesa usando la sua bella vestaglia rosa come cuscino. Si è messa comoda circondandosi dei suoi effetti personali. L’accendino, il libro, il telefono. Poi abbiamo collocato a portata di mano la ciottola di fragole e i fiori che mi ero procurata qualche giorno prima.
Mi piace includere oggetti nella composizione. Ne nasce un dialogo con il modello. Trovo interessante ad esempio di far ‘parlare’ l’espressione facciale di Laura con il gioco di colori sulla coperta.
Il rapporto con la nudità e il proprio corpo diviene un tema di conversazione durante la giornata. Laura mi confessa che se le avessi chiesto di posare solo un anno prima, si sarebbe rifiutata. Ora, invece, si sente più sicura di sé stessa e del suo corpo.
Mentre lavoriamo, mi sovviene di quanto il nostro essere esprima di noi. E dipingere qualcuno senza abiti rende quel qualcuno ancora più espressivo. È quasi come se il volto si espandesse e inglobasse il resto del corpo. Trovo che la posizione di un gomito possa dire qualcosa del carattere di una persona. Il petto o la schiena attraverso dettagli e volumi diversi diventano un paesaggio fluido che sembra tanto ‘vivo’ quanto un volto che ride.
Attraverso la pittura cerco di catturare una certa emozione. Vado alla ricerca di un’espressione più che una sembianza ed è per questo che trovo stimolante lavorare direttamente dal vivo.
La osserva da lontano, poi mi avvicino al tavolo, dove miscelo le tinte, faccio un passo indietro, riguardo, asciugo il pennello, mischio il colore, cambio il pennello, applico il colore sulla tela.
È bastata un’energica pennellata per evidenziare la mano di Laura che tiene il libro, mentre sono state necessarie circa 45 rapide pennellate per mostrare il gioco di luce sul mento, vicino all’occhio chiuso e sulla spalla.
Non conoscevo bene Laura prima di questa seduta, ma ho la sensazione che si sia creato un certo legame tra noi. Mi ha sollevato e reso felice alla fine della giornata sapere che l’avevo messa a suo agio.
A volte abbiamo parlato un po’ e a volte siamo rimaste in silenzio. È stato importante fare delle pause. Rimanere in posa per un quadro è stancante e richiede molta concentrazione. Può essere tanto stancante per il modello quanto per l’artista che dipinge. Il miglior risultato si ottiene – l’esperienza mi insegna – quando entrambi riescono ad essere presenti nella stanza mentre il mondo all’esterno sembra fermarsi.
L’opera intitolata Laura è il risultato delle nostre conversazioni, del desiderio che questa pandemia finisca, delle pause trascorse insieme e semplicemente di come ci siamo sentite emotivamente il giorno della seduta. Le scelte compositive, cromatiche e del tipo di pennellate sono dipese dall’armonia e dalla fiducia instauratasi tra noi due.
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Sophie Westerlind (Stoccolma, 1985) disegna e dipinge primariamente dal vivo, stimolata dalle esperienze e l’impatto che le persone, gli spazi e le cose hanno su di lei. I suoi dipinti esprimono l’intensità di tali incontri e si percepisce l’intimità istaurata in questi rapporti in molti dei dettagli riscontrabili sulle superfici dei suoi dipinti.
Si è laureata alla Central Saint Martins nel 2011 e ha poi ottenuto un MA al Royal College of Art di Londra nel 2013. Il suo interesse nell’interpretare il linguaggio corporeo e le relazioni interpersonali l’hanno portata all’ Accademia di Belle Arti di Venezia (MA 2018) per specializzarsi in anatomia e il potenziale espressivo del corpo umano. Vive e lavora tra Italia e Svezia ed è rappresentata dalla Galleria Michela Rizzo a Venezia.