OPERA IN CONCORSO | Sezione Video

 | In Hora Amoris

In Hora Amoris
file mp4, audio, colore, 2020
10’10”

Samantha Stella

nato/a a Genova
residenza di lavoro/studio: Genova, ITALIA


iscritto/a dal 25 mar 2021

http://www.samanthastella.com


visualizzazioni: 206

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Descrizione Opera / Biografia


IN HORA AMORIS
Performance e video di SAMANTHA STELLA
”Se il più puro sogno d’amore fosse vero,
Allora, amore, dovremmo essere in paradiso,
Invece è solo la terra, mio caro,
Dove il vero amore non ci è concesso.”
L’Amore finito (Dead Love), Elizabeth Eleanor Siddal
In Hora Amoris è un progetto performativo e video creato da Samantha Stella per palazzo Tozzoni, casa museo all’interno dei Musei Civici di Imola. All’interno di una stanza da letto che evoca le atmosfere di ”Sussurri e Grida” (1972) di Bergman, suggestioni di matrice preraffaellita si coniugano alla storia locale di Imola in una riflessione sulla condizione femminile ottocentesca, sull’amore e sulla perdita.
Amore e morte segnano la vita tormentata di Orsola Bandini (moglie del conte Giorgio Barbato Tozzoni) e di Elizabeth Siddal, moglie del pittore Dante Gabriel Rossetti, l’Ofelia del celebre dipinto conservato alla Tate Gallery di Londra. Due donne vissute a trent’anni di distanza nel XIX secolo, due storie d’amore e odio con il proprio marito ambientate rispettivamente a Imola e a Londra, due vite segnate dalla prematura morte dei loro figli e dal dolore fisico e mentale che ne logora il corpo e il pensiero sino alla loro stessa morte che le coglie ancora giovani, e lo smisurato e malato amore dei loro coniugi in un desiderio di eternità. Sono le struggenti poesie scritte da Elizabeth a tessere la suggestione sonora di In Hora Amoris, parole che, attraverso la voce della performer Samantha Stella, bianca presenza nelle stanze che furono di Orsola e Giorgio Barbato, danno corpo al destino drammatico e romantico delle due donne.
Orsola è una giovane donna faentina congiunta a nozze nel 1819 con il conte Giorgio Barbato Tozzoni. Dopo il dolore per la perdita dei due figli, uno ancora in grembo, uno a soli due anni di vita, e una lenta depressione che la consuma, dettata anche da un rapporto di amore e odio nei confronti del marito ritenuto responsabile della perdita prematura del primo figlio, trova la morte nel 1836 a 39 anni. Alla morte di lei, il conte ordina la creazione di un manichino con sembianze a grandezza naturale del corpo della moglie cui fa tagliare i capelli prima di far chiudere la bara, ricavandone una parrucca che viene riposta sul volto in stucco. La “bambola”, ad oggi in mostra nel palazzo, accompagna la vita del conte, che la porta con sé nelle varie stanze dell’appartamento, e continua a parlarle sino alla sua stessa morte.
Elizabeth è la splendida musa della Confraternita dei Preraffaelliti, conosciuta in tutto il mondo per essere la modella del dipinto Ophelia (1852) di John Everett Millais, nonché di numerosi dipinti del marito Dante Gabriel Rossetti. La giovane donna si ammala gravemente dopo aver perso i sensi mentre posa per il dipinto di Millais all’interno di una vasca ricolma di acqua gelida, fatalità che la accosta al destino riservato all’Ofelia dell’Amleto shakespeariano. Segnata da un tormentato rapporto con in marito, che la avvia alla pratica del disegno, della pittura e della poesia, il suo gracile corpo si consuma con una lunga depressione, peggiorata dall’aver partorito una bambina morta. Alla sua morte, avvenuta nel 1862 a 32 anni in seguito all’assunzione di una forte dose di laudano, il marito fa seppellire insieme al corpo anche i suoi poemi d’amore dedicati a lei. Sette anni più tardi fa riaprire la tomba per recuperare il manoscritto e pubblicarlo insieme alle poesie composte dalla stessa Elizabeth, per consumarsi in una vita di malattia e tentati suicidi impazzito per la perdita della sua compagna. Si narra che quando la tomba fu riaperta, i rossi capelli di lei fossero cresciuti a dismisura.
Crediti video:
regia e montaggio Samantha Stella
video operatori Samantha Stella e Nero Kane
musiche Matt Bordin e Nicola Manzan
reading Samantha Stella
poesie Elizabeth Eleanor Siddal
abito maison Romeo Gigli
location Palazzo Tozzoni Imola
produzione Musei Civici Imola, Palazzo Tozzoni, Il Pomo Da Damo
Samantha Stella, nata a Genova, vive e lavora a Milano. Artista visiva, performer, set & costume designer, regista, musicista, cantante, autrice. Sviluppa principalmente progetti focalizzati sul corpo e pratiche di discipline live utilizzando differenti linguaggi, installazioni con elementi strutturali e corporei, fotografia, video, musica, voce, scrittura. Dal 2005 al 2015 è attiva con il duo di artisti visivi Corpicrudi da lei fondato con Sergio Frazzingaro, per poi avviare una carriera solista come artista visiva e la collaborazione con il songwriter Nero Kane. Il suo lavoro è stato presentato con debutti internazionali inclusi Joyce Theater New York; Amaturo Theatre Brodward Center
for the performing arts Miami; Castello Aragonese in Taranto; Auditorium Parco della Musica, Roma; Musei Strada Nuova, Genova; Duomo di Molfetta; Basilica S. Maria Maggiore, Bergamo; Ace Museum, Los Angeles; Italian Cultural Institute Los Angeles; Museo Marca, Catanzaro; Museo Macro, Roma; Museo Madre, Napoli.