OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | Aria

Aria
mista, bottiglia di vetro, radice, pailettes, perle goccia
60x8x60

r2_ilpostodellecose

nato/a a Napoli
residenza di lavoro/studio: Napoli, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2021

https://instagram.com/ilpostodellecose_gallery?igshid=15qzq7esivv1c


visualizzazioni: 720

SHARE THIS

Altre opere

 | Notte fu

Notte fu
ricamo, legno,tulle, seta
150x45x5

 | Infanzia

Infanzia
mixed media, libri, acrilico, pastelli, pittura a olio
20�35�10

 | Si accomodi

Si accomodi
mista, sedia, ampolle, cavo acciaio
88�34�41

Descrizione Opera / Biografia


DESCRIZIONE
”Sono aria le mie radici”.
Non si trattava di una pianta secca, erano radici. L’iniziale confusione tra ramo e radice non ha generato un errore ma animato un dibattito. La profondità, misura della propria intimità, contrapposta e simmetrica alla altezza, espressione di sé. Ma anche radice come origine e fondamento di questa stessa espressione. La forza nata dal contrasto tra ciò che appare e ciò che è radicato è la stessa riportabile alla propria​ natura; all’aria come all’anima, alla terra come al cibo, di cui il nostro stesso esistere si nutre. La radice qui genera un ossimoro, suggerisce che lo spirito, l’anima, il respiro, l’aria, la vita stessa è terra.
- L’opera è composta da una radice secca, alla estremità di ciascuna ramificazione e radichetta sono inserite paillettes e perline di agata. L’apice della radice è collocato nel collo di una bottiglia di vetro.
Ciascun elemento della composizione è stato trovato e raccolto per strada.
___________________________________________
BIOGRAFIA
Raffaella Baldassarre nata a Napoli nel 1972.
Laureata in Terapia della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva, mi occupo della riabilitazione di bambini con autismo ed altri disturbi dello sviluppo. Non ho mai abbandonato l’interesse per le lettere sia all’università di Lettere e Filosofia, sia coltivando il piacere dello scrivere.
Fin dalla prima adolescenza curo la passione per la storia dell’arte. Accresco il mio bagaglio di conoscenze e tecniche attraverso l’esercizio, lo studio, l’esperienza, la ripetizione e l’autocorrezione; il confronto con gli artisti e l’esperienza degli artigiani, degli operai, l’osservazione del reale, la curiosità, la sperimentazione. Il contatto costante con i bambini e la loro creatività, il lavoro nella riabilitazione, le terapie che muovono dal gioco, i corsi e i workshop, mio padre che mi tiene in braccio bambina mentre dipinge le dalie mi hanno formata e tuttora mi formano. Il mio lavoro è stato esposto in mostre personali e collettive, all’origine di uno stimolante confronto sul comune sentire. Ilpostodellecose è stato inoltre ospite del laboratorio di “Strumenti e metodi del colloquio psicanalitico” del Corso di Laurea in Psicologia Clinica, Università degli Studi di Napoli “Federico II” nel 2016 e nel 2014; oggetto di un film di Cristina Ferraiuolo (del quale ho inoltre scritto il testo) selezionato a numerosi Festival del documentario. Il mio studio ha partecipato a “Open Studios preview” (con il Matronato del Museo Madre)
Premi
“Migliore artista” -​ Appartissima - Ospite Paratissima 2012 - Napoli
“Miglior Sceneggiatura” - Festival “I corti sul Lettino”- Napoli
“Selezione all’unanimità” - Tramanda 2020 - Chieri
-Finalista ArtkeysPrize - 2020
”C’è un luogo dentro di me, muto. Un mutismo selettivo, in cui il dialogo tra me e me è intenso e nitido, le cose mi appaiono chiare e corrispondono a precise immagini e sensazioni corporee. Capisco, ragiono e creo attraverso queste. Anche in questa pagina, in cui mi sforzo di trovare le parole giuste, avverto il rischio che l’essenza mi sfugga, come un polipo, dalle mani. Lavoro con oggetti trovati, persi, incontrati per strada. Il percorso di trasformazione di un oggetto anche se può sembrare assurdo dirlo, non è molto diverso da quello di riabilitazione di un bambino. Si tratta di individuare le potenzialità e trasformare una sofferenza in qualcosa di bello, un limite in una risorsa.​
Cerco il punto di incontro tra ciò che muove l’uomo e ciò che l’uomo muove. Molti dei miei lavori sono costituiti da oggetti offerti dalla terra, dall’asfalto e dal mare. Spesso è proprio il mondo delle cose a darmi le risposte che cerco. “Le cose” possono essere l’origine o anche la chiave della riflessione. Non a caso ho denominato il mio studio e la mia ricerca “il posto delle cose”, laddove le cose sono sia quelle tangibili che quelle intangibili. Il posto può essere una bottiglia, come un uomo. La cosa può essere la paura come un osso. Sebbene di recente molto spazio abbia dedicato alla sperimentazione del medium tessile, mi accorgo di seguire anche con ago e filo un processo simile, in cui la forma della materia, la sua consistenza, trovano proprio nell’immateriale il loro alter ego formale; in cui il pensiero diviene forma e la forma crea il pensiero, in uno scambio incessante del quale, a volte, io stessa non riesco più a trovare l’origine”.