Descrizione Opera / Biografia
DESCRIZIONE: Quest’opera continua un percorso inaugurato dall’artista da un paio di anni il cui punto di interesse gira attorno al concetto di scultura sonora. Seppur molte sculture precedenti siano state realizzate in bronzo, materiale intrinsecamente sonoro, l’obiettivo principale non è mai stato finora quello di lavorare sul suono prodotto dal manufatto ma è invece quello di cercare una traduzione formale della dimensione sonora. In questo senso, l’opera di de la Rosa potrebbe avvicinarsi più all’idea di scienziato che studia le onde sonore attraverso la costruzione di elaborate rappresentazioni schematiche che, al contrario, di un musicista che trasforma un segno in un suono. Strumenti sperimentali sono infatti stati creati ad hoc per aiutare questa genesi formale di un suono, così come le immagini delle onde sonore analizzate nel loro profilo sinuoso; la direzione di analisi e sempre molto pragmatica e sotto il controllo di una rigida disciplina metodologica autoimposta. Simultaneamente persiste anche un forte ricorso alla casualità degli eventi. Nella fase di costruzione delle onde sonore l’artista usa infatti generare le sue forme giocando con lo shock termico tra cera d’api fusa e acqua. Queste forme aleatorie, con diverse geometrie e superfici in funzione delle varie temperature di entrambi gli elementi in gioco, vengono poi modificate per riprodurre l’effettivo andamento del suono analizzato. In questo caso, è stato scelto di rappresentare il canto delle cicale. Un suono non scelto a caso se si pensa che quest’opera a visto la luce durante i duri mesi del primo lockdown generale iniziato a marzo dello scorso anno. Con la costrizione in casa, questo canto ha fortemente condizionato l’artista. Si trattava infatti di uno dei pochi suoni della natura che si potevano percepire dalla stanza e perciò hanno subito assunto un valore lenitivo e nostalgico di una libertà che troppo spesso viene data per scontata. Ecco che un suono che in fin dei conti dava pure fastidio ora, nella nuova condizione di reclusione domestica, si converte da rumore in suono; meritandosi così una sua traduzione formale.
BIOGRAFIA: Noelia de la Rosa, nata a Tenerife nel 1994, conclude i suoi studi artistici in Scultura nel 2018. Il suo lavoro si concentra sull’osservazione dei materiali come un’entità autonoma e viva, principalmente esplorando le possibilità della cera e i metalli negli ultimi anni (grazie ai suoi studi sulla fonderia), ma anche creando composizioni dopo aver spinto reazioni tra le materie e le loro proprietà specifiche.