Artwork description / Biography
Descrizione opera:
Ho iniziato questo quadro un anno fa, in una Pasqua (e un lockdown) vissuta in quella solitudine che per assurdo ci ha unito profondamente. Passai la giornata a dipingere, come tanti altri di quei giorni. Ci ho messo molto a finirlo, ma credo dipenda dal fatto che le emozioni che ho vissuto mentre lo dipingevo hanno continuato a vivere a lungo dentro di me.
Il quadro rappresenta in modo simbolico, aimè, proprio la pandemia.
Sullo sfondo, le nostre città inondate da un nuovo mostro che fa perdere la stabilità, l’equilibrio.
Il tempo è rappresentato dal lento passaggio dal buio, dai colori più cupi - il lockdown - alla luce, ai colori vivi e alle persone fuori: il ritorno alla vita e alla libertà che prima o poi, arriverà.
Davanti, un uomo dal volto stanco rappresenta la sanità italiana e tutte le persone che ne fanno parte. Si mescola quasi all’onda, con i suoi colori, ma alla fine riesce ad emergere. Tra le sue braccia stringe e protegge una giovane sirena, una donna che sa un po’ di mare e un po’ di terra, dall’espressione sollevata, salvata: la nostra cara Italia.
E’ un quadro che parla di stremi e di stanchezza, perchè no anche di tristezza, ma parla anche di amore, di compassione, di gentilezza, e proprio per questo lo fa con colori vivi e luminosi. Ma soprattutto parla di salvezza, perchè tutto questo prima o poi finirà e resterà solo un pezzo di storia di cui ognuno di noi, a modo proprio, ne è stato protagonista.
Biografia:
Nata a Livorno, classe 90. Nella vita sono un’insegnante di disegno tecnico in un istituto superiore, parallelamente svolgo attività di ricerca presso l’Università degli studi di Firenze dove sono attualmente dottoranda in Architettura.
La pittura? La mia più grande passione da quando ho imparato a stare in piedi. Crescendo ho svolto diversi corsi di pittura (Fondazione d’Arte Trossi Uberti di Livorno,2000-2005; La Fucina d’Arte di Livorno, 2005-2007; Atelier delle Arti di Livorno,2007-2008; Lavenezia Open Space Art di Livorno, 2014-2015). Ad oggi dipingo quando gli impegni di vita me lo permettono (sempre troppo poco!).