Descrizione Opera / Biografia
Descrizione opera:
Dove racconto le immagini e colori che prendo da alcuni dei miei sogni in questo strano periodo di isolamento e reclusione domestica. Partendo dalla posizione di un corpo, il ricordo di un’immagine o una postura o qualcosa che ho sognato, comincio a ricrearla nella tela, dove mi ritraggo e cercando il modo per comunicare quell’idea. Gli sfondi sono colori infuocati, pastosi, con pesi, trame, macchie di paesaggi onirici che mi introducono in un mondo tutto mio e l’immagine del corpo finisce piccola nel angolo e tutta questa materia scende su di essa e la schiaccia o la accompagna dipende del giorno.
L’idea di raccontare questi piccoli sogni o piccoli paesaggi in cui sono immerso è il quello che mi aiuta a far emergere tutta l’instabilità delle quattro mura, un processo lento ma importante, una storia nella storia, una piccola autobiografia di un anno di riflessione su cosa sia la pittura e il rapporto con il mio corpo.
Bio:
Juan Tardivo; Rio Cuarto, Argentina 1986, nel 2004 inizia il suo studio artistico nella Accademia di belle arte “Libero Pierini” della città natale. Terminato il ciclo di studi si stabilisce nella città di Cordoba dove continua a studiare con diversi maestri di pittura e al stesso tempo realizza diverse mostre individuale e collettive in diversi gallerie del paese anche partecipa in diverse concorsi di pittura ottenendo una buona critica di specialista e altri maestri. Nell’ 2013 si trasferisce a Unquillo, una piccola città di montagna dove entra in connessione con giovani artisti e maestri, incrementando la sua opera e partecipando a mostre individuali e collettive. Fonda, inoltre una casa editrice nella quale illustra e pubblica più di 15 libri di diversi autori argentini, incluso il proprio, nel quale raccoglie scritti e dipinti fino al 2012.
Partecipa e organizza svariati incontri di poesia, pittura e simposi di scultura.
Nell’agosto del 2016 viaggia in Italia e si ferma a Bologna, dove continua con la ricerca e la produzione pittorica partecipa in mostre collettive e nel 2017 fa la sua prima individuale a Bologna, nell’ 2018 inizia a frequentare il workshop di pittura con la pittrice Erica Calardo, dove inizia a studiare pittura classica dell ‘600.
Nell’ 2019 inaugura una personale a Bologna, chiamata “il Taglio della Montagna”, con ritratti fatti nell’ 2017 dove si lascia intravedere il suo origine latinoamericano e anche il inizio della sua nuova figurazione.
La pittura è il mezzo dove posso raccontare i miei mondi, posso condividere le miei idee e conoscermi e conoscere la società. Da giovane mi sono appassionato di pittori come Modigliani e Bacon, perché loro mi raccontavano una realtà e mi specchiavo in quella, ma in questo periodo mi sento più vicino al mondo della pittura classica, la iconicità e il racconto di una idea globalizzante delle esperienze umane, posso citare sempre i grandi maestri italiani come Caravaggio, Cagnacci e Jusepe de Ribera, anche la pittura Fiamminga come Van Dyck, Rubens e potrei seguire fino a nostri tempi.. ma alla fine sono un appassionato di arte in generale, cinema, poesia , musica, e tutto questo configura le miei influenze e come evolve la mia pittura.