OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | UN.limited

UN.limited
mista su tela, tela
100x100 cm

Ilaria Franza

nato/a a Cantù
residenza di lavoro/studio: Mariano Comense, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2021

http://www.ilariafranza.com


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Descrizione Opera / Biografia


C’è una attrito innato nella vita di tutti noi. Il perenne conflitto tra la volontà interna e le condizioni esterne. Tra le energie, qualsiasi esse siano, profuse per il raggiungimento di un qualcosa e le avversità che ce lo impediscono. 
È intrinseco all’esperienza umana, è quello che tutti noi viviamo. L’Esperienza basilare che accomuna ogni individuo.
Le opere di Franza non rappresentano questo. Esse sono questo.
Ogni dipinto è la danza tesa tra le intenzioni dell’artista di raggiungere un traguardo pensato e le condizioni ambientali reali che lavorano e agiscono simultaneamente sulla tela. In contemporanea e spesso antagoniste. 
Franza dispone un liquido sulla tela, poi nel corso della giornata aggiunge lentamente i pigmenti, li sottrae, e per un giorno intero dalla mattina al tramonto, muove il liquido facendolo reagire con il sole, il vento e la stessa pressione atmosferica. E’ un movimento di pochi millimetri che si svolge per ore ed ore e che cerca di mediare l’andamento del meteo. Questo è fondamentale: non prepara la tela e la espone all’ambiente sottraendosi ma dialoga con esso, interviene, se necessario lo rincorre, lo anticipa, lo rallenta. Costantemente.
Però fino a qui si direbbe che tutto ciò è semplicemente romantico e con qualche riflesso ambientalista. Ma è proprio adesso che avviene l’incredibile.
Ciò che si dipana e si ottiene da questo estenuante lavoro è la rappresentazione sensazionale dello svolgersi della vita. E non parliamo solo del mentre l’artista dipinge ma proprio della risultante del lavoro. I quadri hanno una direzione. 
Come una vita nel primo periodo vive le esperienze più formative ed importanti, così la tela ha densità, saturazioni e materiali più forti all’inizio. Un BigBang che genera un universo in espansione.  
Come una qualsiasi vita nell’avanzare degli anni sperimenta esperienze magari più impattanti ma meno frequenti così la tela mostra colori più tenui e più radi. Dice meno perché sperimenta meno novità vere. Vere per la memoria emozionale, certo, ma comunque valide per l’uomo. 
Con lo svolgersi del quadro, assistiamo alla propagazione stessa della Materia. Da un filamento di DNA con tutto il suo denso potenziale, al suo svolgimento per poi arrivare alla fine, dove tutto è già stato vissuto. 
Eccetto ciò di cui non si può fare esperienza: la morte. Li non ci sono ricordi e, quindi, non ci sono colori.
Le opere di Franza sono opere astratte certo. Ma non indagano, e neppure mostrano.
Sono l’esatta trasposizione dell’incessante vissuto umano.
L.Pennati