Descrizione Opera / Biografia
DESCRIZIONE OPERA
L’opera “Nero si seppia” (2020) è nata nel pieno della pandemia con l’intento di riflettere su quel respiro vitale così tante volte interrotto o soffocato dalla sofferenza. Di fronte a un evento così radicale e doloroso come quello della pandemia, che ha provocato profonde ripercussioni in una società già segnata dalle diseguaglianze, dalla precarietà dei rapporti interpersonali e dalla solitudine, ho cercato di intravedere uno spiraglio di speranza nella possibilità di affrontare con spirito innovativo la sfida per la sopravvivenza, prendendosi cura di tutti gli esseri umani, anche di quelli più fragili, nonché dell’habitat e della capacità riproduttiva della terra.
È nata un’opera contraddistinta da chiari e scuri, in cui il respiro vitale si alza dalla terra come mosso dal vento e si fa strada su un tappeto di ricordi sbiaditi dal tempo. Nonostante la drammaticità di fondo, l’opera vuole esprimere un’atmosfera di quiete: il soffio vitale sale come mosso da una brezza leggera e come il vento che non si può imbrigliare diventa simbolo di libertà e di vitalità.
BIOGRAFIA
Giulia Nelli, nata nel 1992, si è laureata all’Accademia di Belle Arti di Brera e ha conseguito il Master IDEA in Exhibition Design al Politecnico di Milano. Il suo percorso formativo ha riguardato due ambiti paralleli, quello progettuale e quello artistico, nella convinzione dell’importanza di una ricerca multidisciplinare, teorica e pratica.
È un’artista della Fiber Art che analizza la relazione di ciascun uomo con l’ambiente naturale e sociale, ritenendo che sia necessario ricostruire i legami che, resi liquidi dai nuovi mezzi di comunicazione, necessitano di trovare nuovo senso nella vita reale. L’uso dei materiali tessili (i collant) le consente di esaltare il ruolo del gesto e della manualità, mettendola in contatto diretto con la materia. Il tessuto dei collant viene smembrato, secondo una tecnica di rottura e di scomposizione cara all’arte contemporanea, e ricondotto all’elemento basilare, il filo, che viene lavorato per costruire nuovi equilibri e armonie.
Fare, disfare, annodare e riannodare è la storia e l’immagine della vita, è l’abilità che permette alle donne delle mitologie di tutte le popolazioni antiche di ricongiungere in un’unica trama emozioni, parole e silenzi, storie e legami, memorie e speranze per il futuro.
Ha esposto in mostre collettive in Italia e all’estero: nel 2020 nella mostra Dentro lo specchio, a cura dell’Istituto Italiano di Cultura di San Pietroburgo e il Museo MISP di San Pietroburgo con il coordinamento di Afrodite Oikonomidou; nel 2019 nella mostra Untitled presso Inthependant Gallery a Porto (Portogallo) e nella mostra Textile Matière à Sculpter presso The Fibery - FiberArtGallery a Parigi. È stata nominata tra i 9 Artisti in Evidenza del Premio Cramum 2019 ed è risultata finalista al Young Fiber Contest nel 2020 e 2019 (Chieri), all’Humans 2018 Miniartextil (Como, Montrouge, Busto Arsizio e Caundry), al Premio Morlotti-Imbersago 2018 (Imbersago e Museo della Permanente di Milano) e all’Art Prize CBM 2017/2018 (Torino e Praga). Tra le mostre collettive in programma per il 2021 si segnala Lo spazio vissuto – Cambi di prospettiva per il decennio che verrà, a cura dell’Istituto Italiano di Cultura di Tirana in Albania.