Descrizione Opera / Biografia
L’Artefice, un lavoro del 2020 - opera unica - è composto da quattro lastre di marmo bianco di Carrara sulle quali è inciso l’esametro virgiliano Ibant obscuri sola sub nocte per umbram.
L’artista ha scelto di proporlo nell’errata versione di Jorge Luis Borges: Ibant obscuri sola sub nocte per umbras.
È un errore voluto del poeta argentino che amava gli errori tanto da considerarli una prova di verità, sicuramente di umanità. L’errore è proprio della natura umana, anche quando tenta di avvicinarsi al divino. Ne deriva una riflessione sul concetto di “sbaglio” che investe la nostra esistenza in modo radicale. L’errore, l’inciampo sono per l’artista impulso decisivo e determinante per l’evoluzione della ricerca. Il percorso intellettuale è contaminato da incertezze e cadute dalle quali riscattarsi o con le quali imparare a convivere.
BIOGRAFIA GIULIA MARCHI
Giulia Marchi è nata a Rimini nel 1976, dove vive e lavora. Ha studiato lettere Classiche all’Università degli Studi di Bologna.
Si occupa di fotografia affiancando alla sua ricerca collaborazioni didattiche con Università e spazi museali tenendo corsi di alta formazione e master.
Ricerca letteraria e approccio concettuale sono precisi stilemi del suo linguaggio fotografico. La sua formazione artistica di forte impronta letteraria l’ha portata ad un’espressività spesso connotata di narrazione, anche quando la forma scelta (spesso la fotografia, ma non solo) non rende la lettura così immediata, ma rimanda a combinazioni successive, come codici che prima ancora di essere decifrati si lasciano interpretare da una sorta di fascinazione, sia per il sapiente uso dei materiali che per la comunicatività dell’immagine, spesso ingannevole alla prima osservazione, ma ugualmente attribuibile alla poetica dell’artista.
Tutto nel processo creativo è collegato, intrecciato, caratterizzato da una ricerca inequivocabile. Con il suo lavoro aspira a una totalità, a un’attitudine a sentire l’opera prima ancora di comprenderla. Contaminare la scena artistica con materiali è parte integrante del lavoro dell’artista. La ricerca è riflessione, richiede conoscenza, studio e comprensione profonda. Il lavoro non è solo visivo ma trascende la visione, conducendoti in spazi tattili in cui l’immagine è modellata per sottendere un pensiero ben strutturato ma da decodificare.
Mostre personali (selezione):
2020 / La natura dello spazio logico, a cura di Angela Madesani, LABS Contemporary Art, Bologna
2015 / Rokovoko, Matèria, Roma
2014 / Multiforms, Photographica Fine Art Gallery, Lugano
Mostre collettive (selezione):
2020-21 / Stasi frenetica, Artissima Unplugged, GAM, Torino
2020 / Multiforms, LABS Contemporary Art, Bologna
2018 / Dialogue #1, Matèria, Manifesta12, Palermo
2016 / Murmur, Flowers Gallery, Londra
2015 / LOOK/15 : EXCHANGE, a cura di Anna Fox, Tate Liverpool