OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | CRONICA DISTANZA TRA LUCE E MATERIA

CRONICA DISTANZA TRA LUCE E MATERIA
assemblaggio, rame e ferro
260cm x 220cm x 360cm

Fabio Gabrielli

nato/a a Cavalese (TN)
residenza di lavoro/studio: Recanati, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2021

http://fabiogabrielli.weebly.com


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Descrizione Opera / Biografia


BIO
La mia ricerca artistica indaga la relazione dell’umano nelle sue forme animali, mostruose e bestiali. Il mondo, così come lo vediamo nelle sue forme, tende a scomparire una volta che ne abbiamo fatto esperienza con i sensi. Attraverso la memoria riusciamo a ricostruirlo grazie ad un meccanismo di ibridazione che mette insieme il passato (ciò che è stato), il futuro (che potrebbe essere) e il presente (ciò che percepiamo).
Il mio approccio alle arti visive nasce perciò da un’esigenza, quella di ri-creare un mondo altro, possibile, che abbia i suoi pregi e difetti; parto da un indagine del e sul sensibile, su ciò che mi circonda, permeandolo con l’intangibile, il mitologico, il culto.
Il mondo naturale, nella sua forma pannica è costituito da un’amalgama di realtà e immaginazione che filtrato dalla memoria ci viene restituito come un mondo di cui possiamo avere tre visioni differenti ma compenetranti: un mondo a sè stante, un mondo familiare e un mondo estraneo. Così anche gli animali subiscono questa metamorfosi, smettono di essere tali e quali li conosciamo e facciamo loro indossare delle maschere.
Questo li trasforma in bestie che diventano l’incarnazione e la presenza di un qualcosa di difficilmente classificabile: a volte sono solo loro stessi ma altre volte assumono i modi di coloro che le osservano, altre volte invece incarnano mondi distanti, più legate ad un mondo spirituale di cui non possediamo l’esclusivo dominio, ma da cui non possiamo sottrarci, in quanto la nostra esistenza ne è parte integrante.
Spesso l’altro-da-sè può farci da guida interiore, mostrarci quelle parti di noi più intime e nascoste, rivelandone logiche e pulsioni. Ponendo lo sguardo sull’altro questo si fa veicolo di comprensione di noi stessi, in quanto, quella che ci viene restituita è una visione arricchita dell’esperienza della differenza.
I soggetti delle mie opere vogliono essere dei catalizzatori di realtà impensate, un tentativo di percezione di nuovi possibili immaginari per cercare di costruire quelle mitologie contemporanee oggi sempre più necessarie.
E’ solo dopo aver osservato il fenomeno che cerco di digerirlo, comprenderlo nelle sue dinamiche e restituirlo carico di un mio proprio pathos.
CRONICA DISTANZA TRA LUCE E MATERIA
Nella mitologia di varie culture il toro ha una duplice valenza, simbolo di terra, quindi della concretezza e di ciò che è tangibile e allo stesso tempo incarna il cielo, il sole, il divino intangibile e la sua potenza.
Ad esempio nella zona di el-Ubaid, l’attuale Irak, sono state rinvenute numerose statue in rame risalenti al 3000 a.C., raffiguranti dei tori in posizione eretta, ancorati alla terra ma proiettati verso il cielo, o nella religione mitraico greco-romana in cui Mitra, divinità fortemente legata al sole/luce mette in atto la tauroctonia ovvero l’uccisione del toro simbolo della terra.
Partendo da questa figura, metto in relazione essenza e apparenza, corpo terreno e luce nell’insanabile distanza che li separa.
Il toro , che ricopre il ruolo di medium nel passaggio tra il fisico e l’ideale, è rappresentato nell’ attraversamento della luce/lastra di rame, ed appare oltre la soglia trasformato dalla sua pura materia, ma ad essa legato e connesso.
In altre parole la materia plasma la luce.
La testa è realizzata in rame, metallo conosciuto da sempre come straordinario conduttore, la cui capacità di veicolare energie si ritrova anche in innumerevoli pratiche sciamaniche rituali e nei luoghi di culto.
In rame battuto é il velo di luce dietro il quale si trova l’essenza: la struttura in ferro del toro costituito da barre piegate e saldate, così come il portale e la struttura che ne sorregge la parte anteriore.
La scelta del ferro in quanto materiale metonimico, elemento basilare della terra.
La materia che costituisce la realtà viene alla luce e in essa si sustanzia.