OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | Installazione per D. A. F. De Sade

Installazione per D. A. F. De Sade
mista, materiali vari
variabili

Elvira Biatta

nato/a a Parma
residenza di lavoro/studio: Parma, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2021

https://elvirabiatta.myportfolio.com/


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mista, vari
variabili

Descrizione Opera / Biografia


Di quell’ ”innocenza selvaggia” (Jean-Jacques Pauvert)
Installazione per D. A .F. De Sade, 2021
Sul sadismo e su come percepisco lo scrittore
”Per la prima volta, la filosofia si è riconosciuta apertamente come il prodotto di una malattia”
”27 anni”
Colla e tecniche miste su cartoncino 400gr 100% cotone, cubi 10x10x10 cm
Con questa parte dell’installazione dedicata a Sade volevo portare alla luce quel bambino interiore che lo scrittore ha dovuto tenacemente alimentare per poter scrivere le sue storie durante i 27 anni di prigionia, prima in carcere e poi nel manicomio criminale. Ho praticamente costruito dei cubi con la stessa eccitazione di una bambina, ogni volta stupita del risultato, sopra ho liberamente interpretato quei 27 anni passati da Sade in uno stato di prigionia, volevo sottolineare la fragilità e l’innocenza di tale personaggio attraverso questa installazione. I cubi fatti a mano col cartoncino, rappresentano per me il legame con l’infanzia ed una certa innocenza.
Ho cercato d’immaginare le sensazioni ed i pensieri di Sade in quei lunghi anni, concentrandoli in immagini evocative: Il sul suo estremo illuminismo erotico, il suo ossessivo pensiero filosofico, la sua mania di ripetizione, la sua demenza, le sue paure, le sue fragilità, e la sua grandezza; la sua storia trasfigurata attraverso la mia visione.
”Le grandi tele apatiche”
Olio, acrilico e pastello su tela, 120x120x2,8 cm
Queste tele hanno la funzione di svelare lo stretto legame che intercorre tra sadismo ed apatia. Sade dice: ”l’anima conosce una specie di apatia che ben presto si trasforma in piaceri mille volte più divini di quelli che procurerebbe loro la languidezza”. L’apatico nega a se stesso qualsiasi forma di piacere o di trascendenza divina; azzera qualsiasi pulsione passionale fuori e dentro di sé, non prova piacere nel piacere: è un sadico.
”J.&J.”
Vetro, poliplat, penna gel, foglia d’oro, acrilico, olio e spilli, diametro 32 cm
Installazione sulle due eroine delle storie di de Sade, Juliette e Justine, sorelle. Le due protagoniste vivono le stesse esperienze ed in realtà sono la stessa persona, ma con uno spirito diametralmente opposto: Juliette dedita all’estrema dissolutezza e Justine che invece cerca tenacemente di mantenersi virtuosa.
l’installazione di tutte le sue parti, ha misure variabili.