OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | SenseS

SenseS
installazione audio visiva, tablet, plexiglas, video-proiettore
120 cm x 120 cm (profondit

Danilo Fodale

nato/a a Erice
residenza di lavoro/studio: Paceco, ITALIA


iscritto/a dal 27 apr 2021


visualizzazioni: 496

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Descrizione Opera / Biografia


SenseS è un’installazione di video arte, composta da tablet e una proiezione su plexiglass.
Il Concept centrale dell’opera sono i sensi e la sensorialità, sviluppato attraverso il filtro del pubblico.
SenseS è un’installazione dinamica che tende a modificarsi col tempo e pone la sua attenzione sui concetti di coinvolgimento/frammentazione e percezione selettiva/sovraccarico sensoriale.
8 tablet vengono azionati in simultanea, riproducendo 8 video della durata di circa 15 minuti a testa. Ogni video è composto da altri video, da immagini grafiche, da fotografie e da file audio (musica e voce).
I tablet sono installati su un pannello di plexiglas con pellicola sabbiata, sul quale è retro-proiettato un ulteriore video (raffigurazione di elementi naturali).
I video, le grafiche, i file audio e tutto il materiale raccolto e riprodotto sui tablet hanno come tema “i sensi e la sensorialità”. Questi contributi sono la risposta ad un appello che ho fatto attraverso canali social, esortando il pubblico ad inviarmi dei contributi audio/visivi che rappresentassero la risposta alla domanda “cosa sono per te i sensi?” , “qual è il tuo rapporto con la sensorialità?”.
Raccolti tutti i contributi, ho costruito questi 8 macro-video, cercando un dialogo tra le immagini e i suoni, organizzando il racconto a partire da una dimensione accogliente per poi arrivare ad una circostanza più caotica e confusionaria.
L’opera agisce per immagini e per suono e mette al centro del suo sviluppo il fruitore, prima coinvolgendolo nella realizzazione dell’opera stessa (attraverso l’invio dei video) e dopo invitandolo a modificare l’opera in relazione al proprio comportamento durante la fruizione.
Spostando lo sguardo e concentrandosi su un dispositivo piuttosto che su un altro si può cercare di selezionare solo un frammento della proposta e concentrarsi su di esso, oppure aprire lo sguardo e cercare di avere un’esperienza più complessiva. La scelta è nelle mani dello spettatore, invitato a ragionare sul concetto di percezione selettiva e sovraccarico sensoriale, attraverso la visione multipla di contributi audio-visivi con tema “sensi e sensorialità”.
A margine dell’installazione lo spettatore è invitato ad inviare un ulteriore contributo (audio, video, grafica, disegno e quant’altro ritenga necessario) che possa esprimere il proprio concetto di sensorialità, sia attraverso invio per mail che attraverso ulteriore campagna social mirata.
Questo ulteriore contributo, diventerà successivamente parte dell’opera, modificandola e facendola crescere. Ad ogni esposizione dunque l’opera sarà diversa, arricchita degli ulteriori contributi che man mano arrivano.
I video non hanno esclusivo carattere professionale: le persone che hanno risposto all’appello appartengono a qualsiasi contesto sociale, professionale e culturale (l’invito è rivolto a chiunque) e così sono arrivati video di alto spessore artistico-professionale e video dal carattere amatoriale. Una delle particolarità di questo progetto è proprio questa strana commistione.
La ricerca dell’estetica è ciò che ho messo in atto personalmente, come artista, cercando il dialogo tra tutti questi diversi “video” e costruendo un’opera dinamica, capace di diventare qualcosa di diverso in relazione ad ogni singolo sguardo.
Uno degli obiettivi è di far sentire al centro del progetto lo spettatore, per l’appunto attraverso il proprio sguardo, sia fruendo l’opera e sia inviando il materiale che poi la comporrà e la modificherà.
Danilo Fodale è un artista poliedrico. Formatosi come attore in ambito teatrale si apre presto alla ricerca artistica e alla curiosità di dialogare con altri linguaggi espressivi. Così nascono le prime sperimentazioni in cui più linguaggi si fondono in una nuova espressione, viaggiando dalla performance all’installazione, dal teatro al cinema, dalla video arte all’arte di strada.
Ad oggi affronta studi di ricerca nell’interazione dell’arte con le nuove tecnologie.
“Non esiste un solo linguaggio per esprimersi ma esiste il linguaggio più funzionale per quell’espressione; non chiamatemi artista”.