OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | Quotidianità

Quotidianità
acrilico, tela
90x60

Daniele Gaudiano

nato/a a Pescia (PT)
residenza di lavoro/studio: Pieve A Nievole, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2021


Under 35

http://www.behance.net/deerimpalac7dc


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Altre opere

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L’Oggettivo
acrilico, tela
110x80

 | Scala Sociale

Scala Sociale
acrilico, tela
60x40

Descrizione Opera / Biografia


Daniele Gaudiano nasce a Pescia, in Toscana, nella provincia pistoiese il 13 dicembre 1987 e vive e lavora a Pieve a Nievole, fra Lucca e Pistoia. Mostra grandi attitudini creative sin dall’infanzia e inizia il suo percorso di studi artistici prima all’ “Istituto Statale d’Arte ’P. Petrocchi’” (divenuto ora “Liceo Artistico Statale ’P. Petrocchi’”) in Pistoia, poi compie gli studi accademici presso l’ ”Accademia di Belle Arti” di Firenze, dove consegue il diploma di 1° livello in “Arti Visive” con 110 e Lode nel 2012.
Ha partecipato ha numerose esposizioni collettive e personali, sul territorio nazionale ed europeo, ottenendo anche il “Primo Premio Unione Europea Esperti d’Arte”, nella Terza edizione della collettiva “NOWART/HAMBURG” presso Werkkunst Gallery di Amburgo nell’aprile del 2019.
Lo studio delle arti visive e l’interesse per la sterminata quantità di mezzi espressivi disseminati ovunque nell’universo merceologico della contemporaneità, hanno portato Gaudiano a utilizzare il video, la fotografia, ma anche acqua, sapone, inchiostro, monitor, luce e programmi informatici per veicolare i propri intenti artistici. Oltre questi, la pittura e il disegno, sono stati certamente i linguaggi preferiti dall’artista toscano, che continua tuttora la sua produzione iniziata nel durante il periodo accademico.
“Ho sempre cercato di indagare sulle varie condizioni dell’individuo come tale, e all’interno della società odierna, dove ogni certezza di sussistenza, di permanenza degli equilibri e del benessere nostro come quello del nostro Pianeta, sono stati minati dalla noncuranza della cultura materialista e consumista. Oggi, vivendo il dramma storico di una pandemia mondiale, certe riflessioni sulla collettività e sull’individuo in relazione a qualsiasi cosa gli sia esterno, sembrano dare ancor più consistenza alla caducità. In pittura, non ho mai rinunciato alla rappresentazione figurativa, che inizialmente puntava al fenomeno della rottura e della frammentazione degli elementi che definiscono l’immagine, e il risultato era quello di un simulacro della memoria, una traccia mnemonica tesa tra vividezza e pallore dove le figure sembrano colte nel momento della contesa fra impressione e svanimento del ricordo. Nella fase più recente della mio lavoro, ho cercato di corrispondere all’esigenza di raggiungere una figurazione ulteriore, più cogitata che emozionale, la quale è divenuta nitida, volutamente iperdefinita e dove tento di annichilire la mia presenza, riducendo al minimo la matericità e il corpo della pittura.”
In questa opera viene proposta una dimensione metafisica in cui l’individuo è relativo alla realtà che vive, e ivi soggettivo e oggettivo si trovano chiamati in causa. Abbiamo vissuto – e stiamo tuttora vivendo – un autentico sconvolgimento delle nostre certezze e delle consuetudini, ed è stata ridimensionata la nostra cognizione di libertà: in questo scenario di socialità parziale, dove i contatti con gli altri sono stati ridotti al minimo, è mutata la nostra realtà. “Quotidianità” mette in discussione la nozione stessa di verticale e orizzontale, di punto cardinale, di “progredito” o “regredito”, di “sopra” o di “sotto”, sia come posizione geografica sia come posizione sociale; vacilla qualsiasi consapevolezza che il soggetto possa avere rispetto allo spazio e al tempo che abita. Pertanto, questo dipinto, non predilige alcun “asse” specifico, quindi nessuno dei quattro lati della tela è quello “esatto” su cui disporre il dipinto, dunque può essere visto posizionandolo su uno qualsiasi di essi, e può essere ruotato ogniqualvolta le nostre certezze siano messe in crisi, o vogliamo, o avvertiamo che esse lo siano.