OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | Ein Handschuh

Ein Handschuh
olio e acrilico, tavola
60x50 cm

Carlo Alberto Rastelli

nato/a a Parma
residenza di lavoro/studio: Parma, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2021


Under 35

http://www.carloalbertorastelli.coml


visualizzazioni: 728

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Descrizione Opera / Biografia


Carlo Alberto Rastelli nasce il 25 ottobre 1986 a Parma. Nel 2010, tramite il programma Erasmus, ha frequentato l’Accademia di belle arti di Riga, Lettonia. Nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha frequentato residenze d’artista in Belgio (Glo’ Art, Lanaken, 2016) e Islanda (SIM, Reykiavik, 2018).
Ha partecipato a varie mostre collettive, tra cui: Pittori fantastici nella valle del Po, a cura di Camillo Langone, PAC Ferrara (2020); Ex Voto - per arte ricevuta, a cura di Angelo Crespi, Museo Marino Marini, Firenze (2019); Zodiaco, a cura di Daina Maja Titonel, presso la galleria MAC Maja Arte Contemporanea di Roma (2018), The walls of standing time, a cura di Federica Maria Giallombardo, presso la galleria Casa Turese di Vitulano (2018); We are the ones-vol.1,presso la CGK Gallery di Copenaghen (2017); Paesaggi, presso lo Studio d’Arte Cannaviello di Milano (2016); Della natura della figura e il volto, a cura di Daniela Ferrari, presso Palazzo Trentini a Trento (2015); 6 visioni, a cura di Ivan Quaroni, presso la Galleria Leonardvs di Sestri Levante (2015); La Bellezza fa 40 - i 40 migliori artisti under 40, presso il Castello Carlo V di Lecce (2015); Pathosformel, a cura di Alberto Mattia Martini, presso la Galleria De Magistris di Milano (2014); Pop Art Revolution, a cura di Eletronic Art Cafè, presso la Caserma XXIV Maggio di Milano (2014); Last Young - Under 35 in Italia, a cura di Arianna Baldoni, Rossella Farinotti e Lorenzo Respi, presso Villa Brivio, a Nova Milanese (MB, 2013).
Ha esposto i suoi lavori in varie fiere su territorio nazionale e all’estero, tra cui GrandArt 2019 a Milano, WopArt Fair 2018 a Lugano, SetUp Art Fair 2018 a Bologna, Karlsruhe Art Fair 2016, Fair for modern and contemporary art 2016 a Colonia e Art Verona 2014.
Nel 2012 è vincitore del Premio Arte (sezione Pittura, categoria Accademia). Viene selezionato tra i finalisti del premio Arteam Cup 2020, Premio Ora 2019, Premio Combat 2018, Premio Mantegna Cercasi 2013, Premio Lissone 2014 e del Premio Nazionale delle Arti 2011.
Nel 2019 è stato inserito nel volume 222 artisti emergenti su cui investire, edito da Exibart; nel 2021 è stato inserito nel volume Tomorrow’s talents vol.2, edito dalla rivista canadese Booooooom.
Le sue ultime mostre personali sono Knots (2016), curata da Alberto Zanchetta presso la galleria Dream Factory di Milano e Nagla (2017), a cura di Donato Viglione, presso Palazzo Coluccia a Specchia (LE). Vive e lavora a Parma. /
L’opera Ein Handschuh appartiene a una serie di lavori recenti incentrati sul tema del tempo. Un topos talmente complesso da dover essere trattato in maniera duplice: in primo luogo, attraverso la scelta dei soggetti, estrapolati da vecchie foto e tradotti pittoricamente ad olio e acrilico. In tale processo di rielaborazione pittorica, gli stessi vengono parzialmente censurati da sfondamenti prospettici che, ricalcando le sagome dei personaggi, aprono una finestra sull’immagine quanto più archetipica dell’idea stessa di tempo: stelle, galassie e buchi neri. In secondo luogo, la dimensione temporale emerge dal materiale utilizzato come supporto delle opere: il legno di abete, le cui venature scandiscono il trascorrere degli anni di vita della pianta d’origine.

Il titolo dell’opera fa riferimento al noto ciclo di disegni realizzati nel 1878 dall’artista simbolista Max Klinger: le tavole narrano la storia di un guanto perso per strada da una ragazza e raccolto da un giovane passante. L’incipit di un’ordinaria storia d’amore diventa il pretesto per una vicenda dalle tinte fortemente oniriche: il guanto, animato di vita propria, intraprenderà una serie di paradossali disavventure per tornare alla legittima proprietaria.
Il tono surreale della storia si adatta perfettamente a descrivere il periodo di quarantena che stiamo attraversando, durante il quale il mio dipinto è stato concepito e realizzato: il guanto, tenuto nella mano dell’uomo ritratto, richiama una delle basilari misure precauzionali adottate in questi giorni di distanziamento sociale. Tuttavia, il guanto resta inutilizzato per consentire al protagonista di stringere, con fare galante, la mano della compagna. Il volto di quest’ultima viene però censurato, trasfigurandola in una creatura aliena e sconosciuta.
L’opera implica quindi una riflessione ironica sul rapporto di coppia e sulle distorsioni emotive implicate da questo delicato momento storico, costituito da convivenze forzate e distanziamenti digitali.