OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | richiesta d’aiuto  2021

richiesta d’aiuto 2021
acrilico e smalti su tela senza telaio, pannello smart 1 cm
80 x 120

Carlo Alberto Perillo

nato/a a Orbetello
residenza di lavoro/studio: Porto S. Stefano - Grosseto, ITALIA


iscritto/a dal 18 apr 2021

http://www.carloalbertoperillo.it


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Descrizione Opera / Biografia


Le mani, strumento di superiorità che eleva l’uomo verso la sua natura intelligente e divina, ma nella sua miseria, le mani riportano l’uomo alla dipendenza materiale e spirituale, al bisogno di aiuto
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Carlo Alberto Perillo è un artista poliedrico che oltre a distinguersi nelle tecniche tradizionali riesce ad infondere la sua arte nella personalizzazione degli ambienti domestici e lavorativi utilizzando la conoscenza della materia e del colore per dare ”gusto” a spazi interni ed esterni. Esponendo i suoi quadri dal 1984 al 2019 in varie gallerie sia in Italia che all’estero ha ottenuto critiche positive e riconoscimenti. Da qualche anno Carlo Alberto ha attirato l’attenzione dei critici e degli estimatori d’arte soprattutto presentando le proprie opere nella sua terra, dove ha messo più volte in mostra non soltanto le sue capacità artistiche e la sua tecnica, ma ancor di più la capacità di penetrare ed esprimere le diverse realtà umane, gli strati interiori della coscienza, spesso contrastanti, inquietanti, in cerca di forma esteriore e concreta. La sua particolare e non comune tecnica è adatta a rappresentare l’intima realtà del dramma umano, con le sue tonalità a volte estremamente calde, oscure o violente, ma sapientemente espressive di una possente interiorità; l’artista si smarca cosi’ dai consueti schemi pittorici, estranei al suo mondo reale come al suo immaginario, e quasi di forza pone l’osservatore dinnanzi alla gravità delle problematiche sociali ed alla contraddittorietà della condizione umana. Attualità, simbologia e contrasti si susseguono e si intrecciano senza un ordine prestabilito, segnale di spontaneità e di consapevole libertà artistica: l’odio e l’amore, l’oscurità e la luce, la socialità e la solitudine, la fuga dalla vita e l’attesa nella speranza, la distruzione operata dal male e la resurrezione, l’incubo opprimente e la serena visione della vita, la schiavitù fisica e psicologica contro una spasmodica ricerca della libertà. In alcune delle sue opere l’artista intravede profeticamente una umanità risorta dalle proprie ceneri, dai mali che oggi l’affliggono, un mondo in cui gli uomini riscopriranno un senso quasi liturgico di comunione e cammineranno uniti verso la luce e verso un livello più alto di autocoscienza, in una sorta di visione rosacrociana. Il suo lavoro è collocabile nella corrente neoespressionista affermatasi con grandi artisti sia italiani che tedeschi tra cui si possono ricordare nomi come Chia, Clemente, Cucchi o Salomè e Middendorf. Al di là dei nomi citati, fare dei veri confronti è impossibile, anche se il suo stile lo colloca più vicino agli artisti tedeschi. Come nei loro infatti, nel suo lavoro si nota una profondità psicologica non indifferente che scava il crudo inconscio dell’individuo della strada sfociante a volte in una sorta acida esasperazione di realismo. Utopia o filosofia consacrata all’arte? Sensibilità e ansia d’innovazione o tendenza inconscia a rompere i rigidi schemi di certa arte? Una menzione a parte merita la figura della donna, centrale e dominante nell’opera dell’artista; in Lei nascono e si realizzano i sentimenti, perché ha la forza di soffrirli e di dominarli, nasconderli e manifestarli al tempo stesso nella molteplicità delle contraddizioni del vivere quotidiano. Lo sguardo spento e deluso in alcune figure femminili, gli occhi dilatati, vividi, incantati e carezzevoli in altre; ma soprattutto il gesto di amorevolezza e di protezione nelle sue rappresentazioni della maternità, rispetto all’atteggiamento di rifiuto, di abbandono, denotano la presenza di una profonda capacità di penetrazione psicologica. In conclusione, sottolineando una potenza di espressione non comune nei giovani pittori, uscendo dai soliti schematismi scolastici si potrebbe semplicemente definire Perillo come un “pittore dell’animo umano”.