OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | Where are we going Daddy?

Where are we going Daddy?
pittura ad olio, tela juta
cm. 140x110h

ANNABELLA DUGO

nato/a a NAPOLI
residenza di lavoro/studio: VICENZA, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2021

http://www.annabelladugo.it


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Descrizione Opera / Biografia


Descrizione dell’opera
“Dove andiamo papà?” è la frase che pronuncia il bambino (raffigurato quasi come un bambolotto) che si attacca alle gambe del padre mentre cerca di capire cosa sta succedendo.
Affogheranno come tutti i disperati in cerca di una vita migliore.Affogheranno in un mare amico e nemico che custodisce nel sua grembo i corpi e le anime di coloro i quali sono partiti dall’inferno in terra per ritrovarsi nell’inferno dei senza nome.
Cenni biografici
Annabella Dugo è nata ed è vissuta per buona parte della sua vita a Napoli..
Gli anni ’60 la vedono impegnata nel lavoro e negli studi di taglio artistico. Frequenta il Liceo Artistico di via Costantinopoli e inizia l’attività pittorica, producendo tele informali fino al 1965.
Si iscrive all’Accademia di Belle Arti dove consegue il diploma nel corso di Pittura di Armando De Stefano.
Nel contempo lavora come disegnatrice presso il Palazzo Reale di Portici all’Istituto di Entomologia Agraria dipendente dall’Università Federico II di Napoli e contemporaneamente frequenta i corsi della Scuola di Arte Drammatica istituiti nella sede del Circolo Artistico dove, alla fine del triennio, viene premiata con la borsa di studio ”Giuseppe Pomara”. Nell’ambito di questa esperienza disegna i suoi primi costumi, maschere, scene e collabora alla realizzazione di film sperimentali.
E’ questo il periodo in cui, oltre ad insegnare Storia dell’Arte in vari Licei di Napoli, allestisce diverse personali e partecipa attivamente alla vita artistica napoletana. In quegli anni, tra il 1960 e il 1970, percepisce il senso del forte cambiamento dei tempi ed, in particolare, la difficoltà della condizione femminile nella società. E così, in modo del tutto naturale, riporta nelle opere il disagio dei deboli e degli emarginati quasi a titolo di una solidarietà che nei loro confronti la società piccolo borghese, intenta alla rincorsa del benessere effimero e dell’egoismo, non sa concedere.
Le tematiche di questo periodo sono ben visibili in due rilevanti mostre alle quali è invitata a partecipare: la prima “Il figurativo alle soglie degli anni ’80”, allestita a Palazzo Cariati; la seconda, “Pittrici per la festa della donna”, nella quale la curatrice Dede Aureli riunisce un gruppo di pittrici emergenti in una mostra allestita nel Padiglione Svizzero della Biennale di Venezia.
Nel 1981, l’artista si trasferisce a Vicenza, città che aveva avuto modo di conoscere in occasione di due sue importanti personali: l’una nella galleria veronese di Bruno Ghelfi e l’altra nella Galleria San Giorgio di Mario Lucchesi a Mestre.
Qui per tre anni è titolare della cattedra di Arte della Moda e del Costume e, nell’ambito della sua attività didattica, allestisce alla Galleria Due Ruote una mostra sui lavori prodotti dalle allieve dei suoi corsi all’interno della quale propone una installazione con un abito innovativo dal titolo “Aquilone”.
Con l’istituzione del Liceo Artistico, diviene titolare della Cattedra di Discipline Pittoriche.
In Veneto ha l’opportunità di entrare in contatto con gli animatori della fervente cultura locale. Conosce l’editore-poeta Bino Rebellato; Alvise Zorzi; Gino Nogara; Virgilio Scapin; Giovanni Barbisan; Otello De Maria; Piero Franceschetti; Mario Albanese; Maria Carolina Pellizzari; Giuseppe Pozzan; Giorgio Segato; Salvatore Maugeri, Manuela Ostuni; Cesare Pansini, Luigina Bortolatto e tanti altri esponenti della vita culturale vicentina che imprimono un nuovo passo alla sua ricerca pittorica.
Nel 1986 è tra i fondatori di Gruppo Creativo, che è attivo in ambito nazionale con una serie di mostre allestite in contenitori di notevole prestigio quali Palazzo dei Diamanti a Ferrara, Villa Pisani a Monselice, Ex Cantieri Navali a Venezia.
Intanto allestisce diverse personali e viene invitata a numerose mostre tra cui alcune di genere quali “Anni90”, allestita nella Ex Chiesa di San Giacomo e la “Seconda Triennale Nazionale” allestita nella Basilica Palladiana.
Nel 1990 vince il concorso a Preside per titoli ed esami, assumendo la titolarità di Dirigente del Liceo Artistico di Schio e della sezione staccata di Vicenza. Sono anni preziosi e difficili che l’artista affronta con rinnovato vigore che la sospinge verso esperienze nuove e stimolanti.
L’impegno dirigenziale la costringe a limitare la sua attività espositiva ma non la sua pittura che conduce senza interruzione unitamente alla creazione di gioielli, sia in metalli preziosi, pietre dure, perle e cristalli, che con materiali di recupero.
Oggi Annabella Dugo dipinge nella sua città di adozione dove, nella sua luminosissima mansarda, continua a sperimentare tecniche e tematiche e a produrre opere di grandi dimensioni per lanciarsi in un’atmosfera di nuova progettualità.

Pe approfondimenti sulla parte espositiva e quella visual, è possibile consultare il sito web www.annabelladugo.it